Dissenso Calmo
I toni accesi della precedente conferenza sono stati messi da parte a favore di un confronto più cordiale e rilassato. Il secondo dialogo di questi WS, che ha visto mercoledì 29 giugno Gilberto Corretti discutere con Leonardo Sonnoli, è stato aperto ma calmo, eppure non meno stimolante e interessante di quello tra Italo Rota e Hans Kollhoff. Dopo la presentazione del preside Giancarlo Carnevale la parola è passata a Leonardo Sonnoli (docente presso la facoltà di Design e Arti all’Iuav) al quale è da poco giunta la notizia del conferimento del più ambito premio per il design in Italia.
Subito ha mostrato immagini di un workshop da lui gestito nei pressi di Seoul, in un’area molto critica, vicino la Corea del Nord. Il paesaggio della città è stato fotografato per essere poi scisso: da un lato le scritte delle migliaia di insegne lungo le strade e dall’altro uno scenario privo di ogni riferimento grafico. «È assurdo pensare che la grafica abbia dei confini; le cose possono essere piegate ed essere trasversali. Abbiamo scisso grafica e scrittura per capire come l’una influenzasse l’altra e che forma assumesse la città».
Questo approccio, molto particolare, è stato mostrato anche in relazione ad alcune installazioni elaborate dai suoi studenti. In particolare, la frase di John Ruskin, che paragona Venezia ad una zolletta di zucchero nel tè, è stata realizzata con vere e proprie zollette lasciate erodere dall’acqua del canale. Il discorso si è poi spostato sul manifesto pubblicitario e sulla sua funzione nella vita quotidiana, uno strumento che, secondo il designer, è molto difficile da utilizzare al punto che può decretare il successo o il fallimento di politici e di brand commerciali.
In una città come Venezia questo tipo di comunicazione è molto forte perché le persone hanno più possibilità di osservarla e capirla grazie a ritmi e a spostamenti più lenti. Il manifesto è un vero e proprio dispositivo architettonico, capace non solo di trasmettere un’informazione, ma anche di trasformare il paesaggio cittadino mutando di volta in volta le facciate su cui è applicato.
Un esempio? I manifesti con il logotipo utilizzato per il “Napoli teatro festival Italia” o quelli con le croci cromatiche create in occasione della mostra “Cruciale, 20 croci di Giulio Iacchetti”, casi che hanno profondamente caratterizzato le città in cui sono stati affissi.
Sonnoli ha concluso parlando dell’esperienza relativa all’allestimento della mostra “Nerone” al Colosseo dove, per instaurare la curiosità nei passanti, è stato deciso di incorniciare le lettere del nome nelle logge del monumento; un’operazione che ha scatenato le critiche di un esponente politico della capitale.
La parola poi è passata a Gilberto Corretti, architetto ex componente del gruppo Archizoom, il quale, dopo una breve premessa sul rapporto tra istituzione universitaria e lavoro, ha illustrato la sua occupazione con l’associazione Care Toys: «La filosofia è quella secondo cui il gioco non è intrattenimento ma terapia.
È un’attività che stimola la creatività dell’individuo ed è molto importante per lo sviluppo».
Negli ospedali, secondo l’architetto, i bambini sanno di trovarsi in un ambiente ostile e per questo motivo è necessario creare uno spazio che non sia un “baby park”, ma un luogo dove i genitori e i figli possano rilassarsi ed essere sereni. L’associazione è passata dal creare dei semplici giochi per i piccoli pazienti al progettare ludoteche negli ambienti ospedalieri: significativi sono l’esempio dell’ospedale di Firenze e della mostra al Pitti Living nel Salone del Mobile a Milano.
Questo è stato lo spunto per spiegare l’assetto degli spazi giochi provvisti di un arredo pensato appositamente per resistere alle forti sollecitazioni date dai bambini. In queste aree coesistono oggetti creati dalla Care Toys con altri mobili prodotti in serie come il divano Superonda degli Archizoom. Corretti, infine, ha terminato il suo intervento spiegando quanta cura venga messa nella progettazione dei diversi dettagli: dallo specchio nell’area riservata ai neonati per sviluppare in loro la capacità di realizzare una concezione di se stessi, allo studio della luce e dell’arredo, molto simile a quello di un abitazione, per la stanza d’ospedale dedicata ai piccoli pazienti in fase terminale. Alla domanda del preside su quanto sia importante l’uso del colore nell’architettura sono apparse le prime divergenze tra i due: il tipo di approccio scelto da Sonnoli, molto legato al mondo della scrittura, lo porta a preferire l’utilizzo del bianco e nero.
Diversamente l’architetto Gilberto Corretti considera il colore una componente fisica della nostra natura che va utilizzata in quanto fondamentale e parte della vita. Un ultimo quesito: qual è l’approccio progettuale ideale?
Anche in questo caso non sono mancate le divergenze: se per Sonnoli è importante assecondare le proprie ispirazioni pur attingendo a una cultura personale di base, per Corretti le “ricette” già pronte sono molto pericolose e la crescita professionale dell’individuo va ricercata nel confronto con gli altri e nel contrasto tra idee diverse.
di Marco Ludovico
foto di Umberto Pertosa
