
Mi chiamo Sara Romic, sono croata, ho vissuto in Brasile e adesso sono studentessa allo Iuav di Venezia. Vorrei raccontarvi un po’ la mia esperienza universitaria sia in Brasile che in Italia, trattandosi di due storie molto diverse.
In Brasile, le superiori (più conosciute come “High School”), non forniscono allo studente una formazione specifica, ma garantiscono un ampio bagaglio in tutte le materie, dando una formazione utile per iscriversi a qualsiasi università.
Finite le superiori, ho deciso di fare il test d’ammissione per Architettura poiché è una facoltà che aiuta a sviluppare la creatività e aprire la mente.
Ho frequentato soltanto il primo anno di Architettura in Brasile, dove ci sono molti corsi “plastici” (laboratori in cui si costruisce e crea con le mani), Introduzione all’Architettura e Disegno Tecnico. Essendo corsi base danno una nozione di quello che è l’Architettura, introducendo gli architetti più conosciuti come Le Corbusier, Aldo Rossi, Niemeyer, ecc.
Abbiamo imparato cos’è la Geometria Descrittiva e ad utilizzare le tecniche di disegno e non soltanto memorizzare concetti. Abbiamo acquisito le regole compositive e gli elementi base come una scala, un tetto, una casa… Tuttavia non ho sentito la sfida e la voglia di fare un progetto e ho sofferto della mancanza di collaborazione tra studente e docente.

In Italia, le superiori hanno vari indirizzi come quello tecnico, scientifico, artistico, linguistico, ecc., che offrono una formazione utile a scegliere un percorso universitario specifico. Avere una preparazione orientata ad un determinato campo può essere un vantaggio, specialmente quando i professori partono dal presupposto che lo studente sappia già le dimensioni adeguate per un bagno, camera, cucina e che conoscano le tecniche di disegno.
Inoltre ci sono corsi come Meccanica 1 e 2, Fisica Tecnica, che offrono una base ingegneristica necessaria anche agli architetti che devono costruire case che stiano in piedi.
Inoltre allo Iuav ogni anno ci sono i Workshop di progettazione estivi, come quello cui partecipo adesso: in questo periodo architetti italiani e stranieri vengono nella nostra università e con loro elaboriamo un progetto in tre settimane intensive, un’occasione per imparare, incontrare persone di altri paesi e fare nuove amicizie.

Il mio punto di vista è che l’Architettura ovunque insegnata ha pregi e difetti.
La cosa migliore da fare sarebbe imparare dai diversi metodi di insegnamento diffusi nel mondo, per arricchire il programma della propria università con una visione più ricca ed universale.
“…vagamente fallico” [cit.]