GLAM SLAM

L’elezione di Bruno Cabrerizo a Sex Appeal World Champion 2010, al termine della combattuta kermesse di Brasilia, ha segnato profondamente il cosmopolita mondo della progettazione architettonica.
I più grandi studi hanno iniziato un’articolata preparazione in vista dell’edizione 2011, che si dovrebbe tenere nella splendida
cornice del Campidoglio di Chandigarh, la prestigiosa capitale del Punjab.
WAVe, che fondamentalmente è un quotidiano di gossip con un occhio di riguardo verso la progettazione, dopo essere entrato in possesso di un portfolio segreto rinvenuto sui sedili posteriori di una Smart, è in grado di svelare in anteprima i partecipanti alle selezioni europee. Anche voi potete scegliere il vostro Campione preferito, votando uno dei candidati che trovate qui pubblicati.
In alternativa, segnalate alla redazione il vostro avversario ideale, l’uomo che possa contendere a Bruno il titolo, e inviateci una sua foto (laboratorio10@iuav.edu ).
Se moralmente accettabili può darsi vengano pubblicate sul blog (https://farworkshop.wordpress.com).

Partecipate a questa iniziativa perché non si dica che, quando c’è da mettere la faccia, l’architetto si tira indietro.

AIUTA LA RICERCA TIPOLOGICA

Ogni anno migliaia di persone, in casa o nei luoghi di lavoro, subiscono gli effetti della carenza di rigore progettuale. E non
lo sanno. La carenza di rigore progettuale genera ambienti sovra o sottodimensionati, confusione distributiva, melanconia morfologica, costi di costruzione anacronistici. Tu puoi aiutarci a fermare tutto questo.
Aiuta la ricerca tipologica. Aderisci a una Scuola di Dottorato o recati presso i nostri gazebo a zero cubatura dove, con un’offerta libera, potrai avere il Sacco di cemento Portland da 1ql della ricerca. Perché di ogni edificio si possa un giorno dire
che è proprio un bel tipo.

info su:
http://www.aiutalaricercatipologicaericeviilsaccodicementoportlandda1qldellaricerca.org

PADIGLIONE PLURIUSO TEMPORANEO AL LIDO DI VENEZIA

WS10 prof. Pasquale LOVERO (aula “I”/Ex Cotonificio)

Calendario delle attività della prima settimana:
– martedì 29.06
h.10,00 seminario introduttivo: tema, area-progetto, svolgimento
– mercoledì 30.06 h.12,00 prof. Pasquale Lovero, lezione su alcuni esempi di “padiglioni”
– giovedì 01.07
h.12,00 arch. Giulio Zannier, comunicazione didattica: “Il padiglione
finlandese di A.Aalto, ai Giardini della Biennale di Venezia”
– venerdì 02.07
h.12,00 arch. Marino Chiaramonte, comunicazione didattica: “Il padiglione
di Le Corbusier, a Zurigo”

Tradition and Innovation in vegetable fibres’ design


Partecipazione della Repubblica del Rwanda alla 12. Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia

La Repubblica del Rwanda partecipa per la prima volta alla 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia con una duplice mostra allestita presso la Fondazione Claudio Buziol (Palazzo Mangilli – Valmarana, opening 27 Agosto) e presso i Magazzini Ligabue (sede Iuav, opening 28 Agosto).
La presenza della Repubblica del Rwanda è all’insegna delle scelte di sostenibilità ambientale che il Paese sta mettendo in atto in questi anni attraverso l’utilizzazione dei materiali naturali nell’edilizia, o ad esempio proibendo l’introduzione di buste di plastica nei suoi confini.
Le sezioni espositive sono il frutto del progetto pluriennale Atelier Rwanda, ovvero una serie di workshop realizzati in questo Centro di ricerca per l’innovazione del design in Africa sorto grazie alla collaborazione tra Fondazione Claudio Buziol di Venezia, Kigali Institute of Science and Technology, Soroptimist International e Università Iuav di Venezia.
Il periodo espositivo sarà costellato di incontri e workshop della sesta edizione del Venice Summer School intitolata Tradition and innovation in vegetable fibres’ design un ciclo di workshop ed incontri sul design e sull’architettura con un focus speciale su Rwanda e Burkina Fasu.

Informazioni e calendario su

atelierwanda.wordpress.com
www.iuav.it
http://www.fondazioneclaudiobuziol.org

La mostra Möbius allestita alla Fondazione Claudio Buziol presenta la prima linea di gioielli creata da artigiane ruandesi, specializzate nella tecnica “uruhindu”, in collaborazione con designers europei.
Ad ampliare il respiro verso altre aeree africane, la Fondazione Claudio Buziol presenterà un recente progetto di Francis Kéré, un omaggio all’architetto del Burkina Fasu vincitore del Global Award for Sustainable Architecture nel 2009.


Il 28, dopo la presentazione ufficiale del Padiglione Rwanda alle ore 18.00, la lezione magistrale di Francis Kéré, Fare architettura in Africa, aprirà i battenti della sezione intitolata Padiglione Rwanda allestita ai Magazzini Ligabue, sede dell’Università Iuav di Venezia. In mostra il progetto del Laboratorio di ricerca sui materiali vegetali e le tecniche locali in corso di realizzazione presso il Centre d’accueil et de formation San Marco del Soroptimist di Kigali durante il 2° Atelier Rwanda Workshop che si sta tenendo a Kigali fino a settembre 2010.
Il Padiglione Rwanda è una “piastra di sperimentazione” dove, ricercatori e studenti del Kigali Institute of Science and Technology e dell’Università Iuav di Venezia, possono realizzare parti di edifici in scala 1:1 per verificare, e testare, il comportamento delle fibre vegetali in un preciso contesto climatico.
Nato della collaborazione scientifica tra KIST e Iuav questo laboratorio di simulazione rappresenta un innovativo esempio di organizzazione della ricerca e della formazione nell’applicazione delle fibre naturali in edilizia.

Sempre ai Magazzini Ligabue, a completamento del programma espositivo, la mostra IUAV-AFRICA vengono presentate le più recenti iniziative dell’Universtà Iuav di Venezia nei confronti del continente africano. Workshop, viaggi studi, ricerche e tesi di laurea che oltre al Rwanda hanno interessato altri stati tra i quali il Mali, il Sud Africa e il Burkina Faso.

Come scrive nel catalogo Gaddo Morpurgo, commissario e curatore della mostra, “con questa prima partecipazione alla Biennale di Venezia, la Repubblica del Rwanda mostra alcune delle strade che possiamo percorrere se intendiamo il design come uno strumento per risolvere insieme i problemi che ormai non sono miei o tuoi, ma nostri”.

Rassegna stampa del 29 giugno 2010

L’amaro (e più che legittimo) sfogo del Preside al quale abbiamo assistito ieri ha avuto parecchia risonanza sulle pagine dei quotidiani locali.
Le parole di Giancarlo Carnevale sono state riportate sulle pagine del Gazzettino, del Corriere del Veneto, de Il Mattino di Padova e de La Nuova Venezia.
Il rammarico per la mancata risposta della città di Venezia alle sollecitazioni culturali e progettuali, delle quali lo Iuav è prodigo, è condiviso da tutto il mondo accademico.
La città di Venezia sta veramente perdendo una grande opportunità di confermare e rinnovare il proprio prestigio internazionale, oltre che sprecando un’inestimabile miniera di stimoli culturali.
Non si capisce se l’indifferenza verso le continue proposte dello Iuav sia dettata da interessi personali o da semplice apatia mentale.
Vero è che non si tratta di autocommiserazione, ma di una semplice constatazione dell’evidenza dei fatti: le cose stanno esattamente così, e l’unica speranza sia che chi di dovere prima o poi si accorga del terribile spreco.
Grazie quindi alle giornaliste che hanno dato voce alla nostra università.
Chissà che qualche lettore non si indigni come già ci siamo indignati noi e non si possa veder prender vita ad una protesta collettiva contro la sordità delle istituzioni.
Perché ignorare una buona proposta significa spesso gettare al vento fondi, risorse, denaro pubblico.
Venezia potrebbe crescere investendo in quello che ha, ovvero il contributo dei migliori esperti di fama internazionale, senza bisogno di cercare altrove. Specie quando le soluzioni che si decidono di adottare, ignorando altre proposte competenti, efficaci e creative, danno come risultato luoghi come l’imbarcadero del Lido, che lo stesso Carnevale prende come esempio di architettura “sgraziata e provinciale”.
Al di là di considerazioni personali che possono esser tacciate di eccessiva soggettività, sebbene siano ponderate e direi anche piuttosto inattaccabili, è bene che la collettività si renda conto che al suo interno sono presenti risorse che vengono puntualmente sprecate.
Perché lo Iuav non è solo dei docenti e degli studenti che insieme lavorano, progettano e creano, ma della città tutta, dalle istituzioni fino al singolo cittadino.
Da parte nostra, caldamente speriamo che chi di dovere se ne renda conto il prima possibile.

Permetteteci un piccolo appunto: la redazione multimediale (quotidiano e blog) è attiva da quattro anni, e non si tratta quindi di una novità del 2010, come invece afferma Paola Vescovi.
Ad Alice D’Este vorremmo invece far notare che team in italiano è una parola maschile, e quindi avrebbe dovuto scrivere “a capo dei quali”, e non “delle quali”.
Lo sappiamo, siamo dei veri rognosi… ma d’altro canto, that’s the blog, baby!

K.B.

Workshot™

Il tuo render va in stallo a pochi istanti dalla fine dell’elaborazione. Il tuo plastico, intatto fino a un attimo fa, ora è una catasta di rottami. I tuoi schizzi preparatori, ridotti a mucillagine. Le tue matite colorate: spezzate.
Chi sabota il tuo progetto?
Estate 2010: in un remoto angolo di una decadente città in bilico sull’acqua, stai per vivere l’avventura architettonica più terrificante della tua vita. Workshot™ è il thriller che ti leverà il respiro: un sinistro killer della composizione si nasconde tra le ombre di un antico cotonificio in disarmo, pronto a colpire, e tu sei il suo bersaglio.
Con Workshot™ scoprirai perché il Laboratorio che hai scelto è proprio quello sbagliato. Ma se hai letto fino a qui, è già troppo tardi.