Piccoli paesi abbandonati

Ogni tanto se ne parla: in Italia, dove una statistica dice che le case isolate, realmente distanti almeno un chilometro da un’altra abitazione, sono ormai pochissime per l’allargarsi del fenomeno della città diffusa, ci sono i borghi fantasma.
Sul territorio a noi prossimo il tessuto abitativo sembra sfrangiarsi in un indefinito continuum senza cesure, marchiato solo dal diradamento senza la sparizione delle case: varia il ritmo di aggregazione delle unità, passando dal condominio al piccolo edificio, casette a schiera, qualche bifamiliare e poi le monofamiliari con giardinetto, lungo le direttrici che uniscono i centri urbani e su cui si annodano funzioni e servizi.

Alle spalle di questi tracciati urbani, si trova spesso anche un paesaggio quasi agreste, più silenzioso, solcato da automobili rese sfacciate dall’impressione di essere le padrone della strada.
Lontani dai percorsi di scorrimento e collegamento dei centri urbani ci sono piccoli agglomerati, una volta vissuti e vitali, che restando lontani dalle arterie viarie più recenti e comode, hanno perso via via i loro abitanti, tanto da essere quasi o del tutto disabitati. Di solito si tratta di piccoli centri sulle montagne o presso i valichi, una volta attraversati da viaggiatori e pellegrini, lungo traiettorie di collegamento e commercio ormai in disuso.
Ad alcuni di questi luoghi vuoti è stato dedicato un libro del 2008 di Mauro Corona, I fantasmi di pietra, edito da Mondadori: qui lo scrittore racconta alcuni paesi montani abbandonati, casa per casa, restituendo la memoria degli abitanti che non ci sono più. Ci sono molti altri paesetti e borghi diroccati, non solo sulle Alpi: diventano mete per affascinanti gite tra edifici sempre più fatiscenti, resi romantici dal progredire della vegetazione spontanea.
Insieme agli abitanti si perde la memoria della storia di queste piccole frazioni.
La Coldiretti, per esempio, ha deciso di mettere insieme i dati relativi alle comunità montane bergamasche con quelli delle case vuote che popolano i paesi, e così saltano fuori solo gli abitanti vacanzieri che tornano in quota d’estate, a godersi il fresco ed il paesaggio: sono 23 le frazioni di fatto disabitate.
Le città fantasma in Italia (anche se città è un epiteto altisonante per questi piccoli insiemi di edifici) sono poco meno di 400, stando ai dati di un paio di anni fa. Anche in altri paesi si parla di Ghost Town, e spesso sono luoghi di maggiori dimensioni rispetto ai nostri borghetti di montagna o collina, ma il destino appare comune: dimenticati, tornano alla ribalta come attrazioni turistiche o set cinematografici.
Oppure finiscono in vendita, come è successo a Valle Piola, frazione di Torricella, in Abruzzo: questo agglomerato, costituito da poco più di una dozzina di edifici, ha una storia attestata dal 1152 come borgo dedito alla pastorizia, da tanto tempo così isolato che i suoi abitanti parlavano un dialetto strettissimo, e lontano da quello dei paesi più prossimi.

Qui sono nascosti dei piccoli tesori, come i balconi lignei (i gafii) che, insieme al dialetto ormai perso, riportano alle origini longobarde del paesino. Abbandonato definitivamente dal 1977, il comune di Torricella, a cui appartiene, ha deciso di metterlo in vendita per un prezzo stracciato, pari a circa 550.000 euro, quindi intorno a 144 euro per ogni metro quadrato, sperando che questa offerta attragga investitori ed interessi capaci di rivitalizzare il piccolo centro urbano, e di trasformarlo in un volano di sviluppo per il turismo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Speriamo che, se l’operazione andrà a buon fine, il conto da pagare non sia la corruzione dell’ambiente naturale in cui giace la cittadina, anch’esso bene da tutelare e valorizzare.

Galleria fotografica sui borghi deserti a questo link:
http://viaggi.libero.it/fotogallery/week-end/borghi-fantasma-paesi-disabitati-italia-fg1225/pg1.phtml

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One thought on “Piccoli paesi abbandonati

  1. mi piacerebbe acqustare un piccolo casale non troppo disfatto da poter ristrutturare e andarci a vivere come si faceva una volta,agricoltura animali da cortile ecc.se c’e’ qualcuno che mi puo aiutare a tal riguardo mi puo contattare al cell.3332145828 o i mail sergio_dimaggio@libero.it

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