Conferenza CARNEVALE/MAZZANTI


Rigenerazioni propiziatorie

Due scuole, due generazioni, due mondi a confronto. Il dibattito tra due personalità tanto diverse sembra poter generare ancora uno scarto incolmabile, invece i punti d’incontro sono molto maggiori del previsto. Forse perché – sottolinea Enrico Fontanari nell’introduzione alla conferenza venerdì 8 luglio – mentre Giancarlo Carnevale, ormai esponente a tutti gli effetti della “scuola veneziana”, non si è formato all’Iuav, Giancarlo Mazzanti ha goduto degli influssi di questa scuola di pensiero in Colombia. A entrambi sono stati impartiti gli insegnamenti dei maestri veneziani, ma hanno avuto il privilegio di potersi ritagliare una certa libertà e di mettere a punto la loro espressione personale.
L’intervento di Carnevale espone riflessioni di ricerca individuale ponendo i problemi dell’educazione e della rigenerazione urbana in Veneto. Attraverso una carrellata di immagini paradossali di questo territorio, denuncia la presenza di un universo fatto di edifici ibridi, in bilico tra postmodern, storicismi veneti e stilemi scarpiani, perpetuati con continui irrigidimenti. È l’accumulo dell’arbitrio e della forzatura stilistica estrema, priva di qualsiasi intenzione o ricerca. Con la riproduzione (peraltro costosissima) di queste architetture si è creato un tessuto urbano vero e proprio, che è per la maggior parte il prodotto inquietante della nostra scuola. Molti di questi manufatti sono stati, infatti, progettati da laureati dell’Iuav, che sembrano dimentichi delle regole dell’arte e dei principi della costruzione. Dove compaiono innovazioni tecnologiche, queste si perdono nell’impoverimento del lessico compositivo. È un problema dovuto allo smarrimento – per un periodo incredibilmente lungo – dell’attenzione ai principi costruttivi, al rapporto con un’architettura che non è e non può essere solo disegno, ma è anche espressione delle idee del proprio pubblico. L’architetto, infatti, come amava ricordare Le Corbusier, ha sempre «la matita del cliente con cui fare i conti».
Nel suo intervento Giancarlo Mazzanti si concentra sulla sua produzione progettuale. Innanzitutto il territorio: intervenire in Colombia presenta difficoltà molto diverse rispetto all’Italia, sia sul piano geografico sia su quello sociale. Lo studio di Mazzanti lavora quasi esclusivamente con concorsi pubblici, strumenti democratici per produrre “architetture sociali” capaci di svincolare il progettista dai capricci dei committenti privati, lasciando maggior libertà inventiva e compositiva. I suoi interventi, per lo più a valenza pubblica, si concentrano soprattutto nelle aree periferiche delle metropoli colombiane. «Il fine ultimo dell’architettura è costruire benessere sociale» – per dirla con Cedric Price – e i suoi valori primari non devono limitarsi alla forma e al linguaggio. Giancarlo Mazzanti continua illustrando alcuni metodi di lavoro e pensieri sviluppati nel suo studio. La molteplicità delle funzioni è strumento utile a dare flessibilità e a concentrare tempi e usi diversi nello stesso luogo. La necessità di costruire con gli edifici delle icone nelle quali la società si riconosca genera simboli urbani unificanti come principio di rigenerazione sociale. La trasparenza degli edifici è un modo per dichiarare la trasparenza anche delle attività che vi si svolgono. La costruzione di spazi pubblici aperti è una maniera per rendere possibile la rivitalizzazione sociale. La creazione di sistemi adattativi, su cui Mazzanti si sofferma, è data dalla necessità di adeguare lo stesso progetto a più luoghi, strumento complementare a quello della costruzione per moduli. La possibilità di creare architetture che funzionino anche se incompiute, in virtù della loro modularità, è condizione necessaria qualora sia conveniente interrompere i cantieri se le risorse economiche non sono sufficienti o se si prevedono necessità di evoluzione. Così si concede loro una maggiore longevità, affinché possano crescere in base ai bisogni collettivi.
Mazzanti illustra quindi una serie di progetti utili a far comprendere questi “principi”, affiancati allo strumento dei diagrammi. Le sue architetture dichiarano in modo semplice pensieri complessi arricchiti da una molteplicità di ragionamenti specifici in ogni progetto, in ogni luogo e momento. E la rigenerazione qui appare diversa da come la si può intendere in Italia: non è dare nuova vita a un edificio, ma dare nuova vita alla società per mezzo di un edificio.
Il confronto tra Carnevale e Mazzanti continua a sottolineare i punti d’incontro tra i due docenti. La critica è per le modalità educative a lungo adottate a Venezia, concentrate su sofismi teorici quando la necessità era l’incontro con la gente, per capire qual era e come era la nuova città che si andava generando. Invece all’Iuav, tendenza comune al resto d’Italia, si sono privilegiati gli specialismi, si sono frammentate le competenze così come i contenuti trasmessi agli studenti. Mentre si dimenticava la necessaria cultura materiale, l’analisi urbana diventava uno strumento sterile e privo di legame con la realtà.
L’unico problema, invece, è cosa possa generare l’architettura, cosa possa propiziare.
E da studenti non possiamo che impegnarci (anche se così pigri da lasciare l’auditorium vuoto in un’occasione come questa) perché l’architettura possa dar vita a nuove tendenze sociali, a nuovi scenari. Perché possa rigenerare le nostre città.

Giacomo Cecchetto

Una risposta a "Conferenza CARNEVALE/MAZZANTI"

  1. la domanda e’…..E DUNQUE? Carnevale pare sempre molto vigile sulla “piega” che prende (o non prende) la nostra Scuola: questa volta ha messo sotto i riflettori gli effetti “indesiderati” di un certo modo di fare architettura, vorrei sapere se contestualmente vi sia da parte sua una riflessione (da condividere con gli studenti) anche su come invertire (o, piu’ opportunamente) correggere la rotta!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...