Tutela delle Terme Marine e del Palazzo dei Congressi di Grado


In molti si sono mobilitati per contrastare la decisione dell’amministrazione Comunale di Grado, secondo la quale le Terme Marine, progettate da Gianni Avon e pavimentate a mosaico su disegno di Giuseppe Zigaina, dovrebbero essere demolite per consentire la realizzazione di un nuovo complesso di lusso in project financing. Tra i promotori della contrapposizione alla decisione comunale si ascrive anche la Docomomo Italia onlus, sezione Friuli Venezia Giulia, particolarmente attenta ai problemi legati alla tutela delle architetture recenti, come nel caso dell’appello in favore della Colonia marina di Giancarlo De Carlo a Rimini.
L’edificio in progetto di demolizione fu realizzato tra il 1970 e il 1974, mentre per il Palazzo dei Congressi realizzato da Marco Zanuso e Gianni Avon, tra il 1973 e il 1980 si prevede un corposo ridimensionamento.
Questi due edifici, insieme allo Zipser di Marcello D’Olivo, sono le uniche architetture del Novecento a Grado che vengano menzionate nelle guide di settore. Bruno Zevi dedicò un ampio articolo all’edificio termale nel 1975, sul numero di ottobre della rivista L’Architettura.
La scelta di abbattere e manomettere degli edifici di pregio della storia recente stupisce notevolmente, specie considerando che da alcuni anni si è compresa l’importanza della tutela di questi manufatti moderni che segnano i nostri territori come pietre miliari. In quest’ottica rientrano anche le richieste di attenzione e conservazione per edifici che non hanno ancora maturato i canonici 50 anni di anzianità per essere vincolabili: nel flusso rapido delle mode, delle evoluzioni del gusto e della tecnologia è facile farsi prendere dalla smania del nuovo, procedendo a rapide sostituzioni anche di “pezzi” di rilievo culturale, come in questo caso.
Le Terme Marine di Avon si intergrano con il moderno paesaggio balneare di Grado, la cui tradizione nel settore risale già alla fine dell’Ottocento, mentre nel 1935 fu costruito il primo stabilimento dedicato all’idroterapia e alla balneoterapia marina. L’occasione per la costruzione dell’apprezzato progetto di Avon nacque da una legge regionale dell’agosto 1965 che voleva aumentare i centri turistici locali, migliorandone le attrezzature. A Grado scelsero una lunga fascia prospiciente il mare, in prossimità al precedente stabilimento fisioterapico, di cui cambiarono la destinazione. L’edificio progettato si innestò con naturalezza nel margine frastagliato del fronte mare, grazie alla scelta di un volume movimentato, definito da effetti chiaroscurali ben visibili specie dal mare. All’interno si scelse di rivestire a mosaico la hall d’ingresso in omaggio alle pavimentazioni delle chiese paleocristiane e alla florida tradizione artigianale locale, affidandosi alla maestria del pittore Zigaina.
Per segnalare e contrastare questa operazione distruttiva i figli di Gianni Avon – Elena e Giulio – hanno raccolto in due documenti una serie di materiali critici relativi alle due opere, le Terme Marine e il Palazzo dei Congressi, e la Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti del Friuli Venezia Giulia ha rivolto formalmente alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici una richiesta di tutela dei due edifici.

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