Happy 4th of July!


Amici americani e americanofili, un augurio per una felice giornata di workshop, pensando ai festeggiamenti oltre oceano degli statunitensi. Il 4 di luglio l’America festeggia l’indipendenza e la libertà con barbecues, fuochi d’artificio e picnic.
Ecco alcuni consigli per vivere questo mercoledì da veri yankees!

1. Organizzate un party nel vostro “backyard”, munendovi di Hamburgers da cucinare sul vostro barbecue, Ketchup, Mustard, patatine fritte, torte di mele accompagnate da gelato alla vaniglia, muffins e tutti gli altri cibi genuini e salutari che vi balzano alla mente;

2. Organizzate con altri giovani muscolosi partite di baseball, football, basketball o una partita di qualsiasi altro sport a piacere;

3. Sparate una cinquantina di petardi, fuochi d’artificio e simili cantando a squarciagola “Fireworks” di Katy Perry;

4. Fate una gita al mare, in montagna, al lago, in collina..(a Venezia)LOL;

5. Guardate spaparanzati sul divano un film patriottico dei seguenti: Rambo, Top Gun, Independence Day, We were soldiers, Pearl Harbor;

Per tutta questa serie di attività, vi consiglio una Playlist dal sound molto ammmericano:

– Born in the USA., Bruce Springsteen
– Sweet Home Alabama, Lynyrd Skynyrd
– Take me Home, Country Roads, John Denver
– When the stars, the stripes and the eagle fly, Aaron Tippin
– American Soldiers, Toby Keith
– Route 66, Rolling Stones
– American Woman, Lenny Kravitz
– God Bless USA, Lee Greenwood
– American Pie, Don Mclean
– National Athem, Lana Del Rey

Ok, I Knock it off,

Have a Nice Day!

(Ph. Niccolò Arzenton)

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8 thoughts on “Happy 4th of July!

  1. Buondì, a proposito di ciò, avete notato quante magliette con bandiera americana in giro???o la sciarpa leggera poco tempo fa quando il caldo non squagliava ancora le persone?mi chiedo:perchè nessuno si mette la maglietta con bandiera dell’angola?!o della russia?!o della cina?!?ma….avete mai visto quanto è artistica e originale la bandiera del Nepal?!?!!a doppio triangolo blu e rosso…tra un po’ la faccio stampare e vado a sfoggiarla in giro!!!!
    Lo stesso vale per la bandiera inglese,solo meno diffusa…
    Boh, una folgorazione mentale di uno studente che si vuole distrarre dall’impegno del workshop…! Buon lavoro a tutti!(così non mi distraggo più)

  2. ottima riflessione, la tua..potremmo iniziare una discussione a riguardo.
    Io ho notato innanzitutto che per gli americani la bandiera è un simbolo di riconoscimento molto forte, lo stesso amor per la patria e il senso di appartenere ad essa è fortissimo tra gli statunitensi. Dunque la mettono ovunque, in maniera quasi ossessiva.
    Gli italiani invece sembrano mancare di patriottismo: tendiamo a guardare verso l’esterno, forse per la situazione economica attuale, forse perché mancano i riferimenti qui da noi, forse perché la scena attuale non è delle più attive.
    Tu giustamente dici ” Perché proprio l’America?” Oltre ad essere un fatto storico che ci porta a provare una certa riconoscenza verso gli U.S.A. ( vedi i nostri nonni che ricordano gli americani come coloro che ci hanno aiutati nelle guerre mondiali, che ci hanno portato le calze di nylon, le chewingum, la minigonna) è l’attualità che ci porta a provare simpatia per loro: film, telefilm, rock star, sports, tutto parla d’america. Perché alla fine in america c’è un po’ di tutto e per tutti i gusti, ognuno trova il suo genere e il suo idolo lì; perché l’America è per eccellenza lo stato del Melting Pot, dove tutto converge e si mescola.
    Livin’ the American Dream:)

  3. Sono onorato del tuo pensiero di aprire una discussione a riguardo.
    Le tue parole mi hanno shockato: non pensi forse che tu e i tuoi nonni siete affascinati dagli USA perchè è semplicemente ciò che vi è stato proposto? Non credi che se ci fossero arrivate le canzoni dei cinesi, il wasabi e il sushi dai giapponesi non gli daremmo lo stesso ruolo di riferimento che diamo agli americani oggi?
    Lo stesso e in modo più evidente vale per i film…tralasciando volutamente l’immenso discorso ‘messaggi subliminali’ e pseudo.

    Un’altra cosa: il valore importante agli americani lo davano già i nonni perchè hanno arricchito la nostra cultura con i CHEWINGUM??il NYLON??? la MINIGONNA????? A me sembra piuttosto che quelle cose indichino il declino dell’uomo verso la superficialità e l’apparenza…ma noi viviamo di queste illusioni, è difficile separarsene.

    Infine riguardo la guerra…premettendo che Hitler o chi per lui era uno sterminatore di popoli, non so come sia la vita di guerra, ma credo che quando si combatte e ci si allea fra popoli,stati o simili si intenda combattere fino all’ultimo con l’alleato,in una sorta di onore fra le parti,che si vinca o che si perda. Però è un’opinione per cui sicuramente mi sfugge qualcosa,la storia non mi è mai piaciuta alle superiori, ribadendo comunque che lo sterminio avvenuto è qualcosa di disumano. Strano parlare in un blog di architettura della guerra: ampliamento degli orizzonti o divagazione?

    Ti ringrazio ancora per l’attenzione che hai prestato al mio commento, un sincero saluto.

  4. perché pensi che il sushi non abbia preso piede qui da noi?? o i mobili IKEA?
    Più che interrogarci su DA CHI e IN CHE MODO siamo influenzati, penso dovremmo chiederci PERCHE noi Italiani, popolo che un tempo sfornava talenti in ogni campo( in primis l’architettura, la musica classica, le arti figurative), non riesca più ad influenzare gli altri popoli come succedeva secoli fa ma si riduca a scimmiottare gli altri..

  5. Ciao Giulia,
    Scusa il ritardo ma il workshop mi ha tenuto occupato parecchio…chiaramente quello del sushi era un esempio, che, hai ragione,non calzava alla perfezione perchè lo conosciamo, ma del resto come facciamo sapere che non esista in un angolo specifico dell’africa un cibo meravigliosamente gustoso di cui noi non verremo mai a conoscenza? (sicuramente migliore del mcdonald,ritornando all’america) per esempio la harissa(non so se conosci), una salsa piccante che viene prodotta un po’ in tutto il nord africa.
    Il fenomeno IKEA credo poi sia qualcosa di differente, ma non dista di molto dall’argomento, poichè si tratta di un’azienda che sfrutta l’impostazione mentale proto-americana delle persone per lucrarci sopra, ossia l’avere tutto subito e in un unico posto, se non sbaglio anche il bar-ristorante, senza badare più di tanto alla qualità di quello che si acquista, da dove proviene, come viene prodotto, pare mentali che vengono immediatamente etichettate come inutili o anche dannose. Questo non è solamente dovuto all’impostazione mentale americana, chiaramente ci sono anche altri fattori interni al nostro paese che hanno portato a questo, per questo ho esordito dicendo che IKEA era qualcosa di differente.

    Una riflessione sull’ultima parte del tuo commento: la qualità o la “”potenza”” di uno stato o popolo, si riscontra in quanto questo riesce ad influenzare altri stati o popoli?cioè, noi siamo amareggiati del fatto che l’Italia si limiti a scimmiottare gli altri, e quindi dovremmo essere noi a fare da influenzatori per far fare le scimmiette agli altri?? E il progresso dell’essere non esiste più? Si è limitato così banalmente a una sfida tra noi maschi per vedere chi è più dotato e mostrarlo agli altri che devono quindi sentirsi per forza sottomessi??

    Concludo dicendo che molto probabilmente lo sforzo corretto sarebbe semplicemente quello di essere noi stessi, se vuoi anche come italiani; inizialmente si può riportare tutto ad una questione di scelte: anche nel caso IKEA noi abbiamo la fortuna di avere dei mobilifici che ancora producono delle opere d’arte invece di semplici comodini, armadi o cucine, e non solo per le qualità estetiche, ma soprattutto per la qualità di costruzione! Altro che prodotti ikea che al massimo finiscono per durare integri un anno, questi creano (e non producono) mobili che durano una vita e probabilmente anche per la vita dei nostri figli! Però noi si sceglie sempre il più facile,più semplice,più economico, quando se un milione di persone che va all’ikea smettesse di andarci e si distribuisse nei vari mobilifici che magari ha vicino casa, e comprasse solo ciò che gli serve, senza inutilità, forse si risolleverebbe un po’ anche l’economia del paese e (purtroppo) anche la sua dignità.

    Quindi riallacciandosi al discorso iniziale delle maglie con la bandiera americana, siamo NOI a sceglierle, siamo NOI che le compriamo e siamo NOI che le indossiamo.
    Ma noi, c’entriamo veramente qualcosa con la bandiera americana o vogliono solo a tutti i costi che noi ne facciamo parte?

    Va bene, concludo la mia dose di critica per il solo gusto di criticare……..scrivendo che non ho un mobilificio e neanche nessun mio parente o amico ce l’ha….!
    Ti ringrazio ancora per l’opportunita di confronto che mi stai dando.

    • Scrivi libri, non commenti tu:)
      Vediamo se riesco a risponderti con ordine:
      1. Il cibo migliore per me resta quello italiano, se vuoi far scoprire nuovi sapori, qui in redazione blog siamo disponibili per test:)
      2. Il ” tutto e subito” annulla la bellezza della ricerca e la soddisfazione della scoperta..su questo sono d’accordo con te, ma sai bene anche tu che il tempo libero al giorno d’oggi è sempre meno e la gente deve ottimizzare i momenti dedicati agli acquisti. Triste ma reale..
      3. IKEA produce le sue cucine nel Nord-Italia, se non lo sapevi, la qualità non è altissima ma il prezzo è assolutamente proporzionato ad essa..io ho tantissimi mobili ikea e tantissimi altri mobili di design..hanno entrambi i loro pro e i loro contro, e puoi immaginarli da te quali siano. Io credo che la gente non vada all’ikea per comprare cose sovrabbondanti ma semplicemente perché non può’ più permettersi i pezzi d’artigianato..oramai è un mercato destinato solo alle persone abbienti, quello dei mobilifici!
      4. Non dico che un popolo debba pavoneggiarsi con gli altri, non mettermi in bocca parole che non ho scritto.. voglio solo dire che nel passato siamo stati eccellenti in tantissimi campi mentre ora sembriamo atrofizzati, sterili, incapaci di produrre nuove idee. Penso tu lo possa intuire dal fatto che tantissimi ragazzi e ragazze decidano di trasferirsi o di andare a studiare all’estero, cosa che una volta non succedeva o, addirittura, accadeva il contrario.

      Concludo dicendo che comprendo le tue idee e le condivido in parte, ti consiglio solo di essere un po’ meno critico nei confronti di queste tendenze del nuovo millennio!^^

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