Genetic City


Il video proposto racconta della tavola rotonda tra un gruppo di architetti, 5 olandesi e 5 cinesi, che riflette sulla nascita di alcune nuove città sostenibili.
Ragionano in particolare sull’aspetto che queste avranno e come si evolveranno durante la crescita nei prossimi trent’anni, interrogandosi sul modo per evitare che queste nuove città verdi in Asia e Medio Oriente si somiglino troppo.
Il problema sorge dal fatto che l’adozione di nuove tecnologie e stili di vita sembra portare con sé un disegno implicito ricorrente e distintivo.
Allo scopo di tentare di ovviare questo effetto, qui si immagina che il disegno di questi insediamenti non venga lasciato ad un unico artefice “totale”, ricorrendo ad una staffetta progettuale tra diversi team e scaglionata nel tempo, secondo le esigenze che si manifesteranno con l’ampliarsi della città.
Per esplorare le potenzialità di questa ipotesi, il gruppo di progettisti si è cimentato nella simulazione del processo di design evolutivo per la città di Caofeidian 2010-2040, immaginando la prima espansione della città in 3 anni per 100.000 abitanti.
Questa sperimentazione, datata 2010, è durata più di tre mesi, durante i quali i file 3D dei progetti venivano continuamente spostati da un ufficio all’altro per giungere ad una elaborazione condivisa.
Il processo è stato accuratamente documentato per mappare le fasi di crescita di una nuova metropoli verde attraverso un arco temporale significativo (simulato) e comprendere quali possano essere le qualità del progetto da valorizzare per rendere la città un’entità organica.
Le riprese video e le proposte sviluppate sono state raccontate attraverso una serie di dieci video presentati in dieci scatole esposte al World Expo di Shanghai 2010.

Alla base di questa ricerca sta l’idea che la città sia una forma in evoluzione, sia come fatto fisico che come questione teorica. Siamo passati dalla macchina per abitare di Le Corbusier alle metafore organiche degli anni ’70, per giungere allo slogan dell’Expo di Shangai 2010 “Better City Better Life”, che ingloba l’idea della città come entità organica con un suo spirito vitale ed una sua volontà di evoluzione. In questa prospettiva, la città progettata può reagire alle stimolazioni reali, sorprendendo e contraddicendo le attese dei suoi ideatori, poiché una volta popolata acquisisce una sua identità volitiva.
Questo approccio mette dunque in discussione le previsioni di lungo periodo sull’espansione e il destino delle città, spingendo verso un operatività flessibile, capace di tenere sotto controllo ipotesi di scenari complessi e di ampio respiro, che ha alla base una progettazione nuova, che lavora più sulle infrastrutture di base come ossatura e lascia che la città costruisca, vivendo, la sua trama complessa.

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