Il “Palais Lumiere” di Pierre Cardin

Stufi dei soliti progetti che vedono come sfondo aree di Venezia?
Beh, forse è il momento di ricredersi. Frequentemente ci imbattiamo, da studenti, in temi di progetto  sulle aree da riqualificare che ci possono sembrare ripetitivi, tanto da non vederne più le qualità reali: chiusi a cercare una soluzione per sbarcare l’esame, spesso non ci accorgiamo della rilevanza degli interventi che ipotizziamo e non pensiamo a questi possibili edifici come oggetti che potrebbero influenzare l’uso dello spazio in cui si dovrebbero inserire, elementi significativi  del dibattito culturale urbanistico e architettonico sul nostro territorio.
Un esempio di cui quasi tutti ormai sono a conoscenza dell’eccezionale progetto proposto dal noto fashion designer Pierre Cardin, il Palais Lumiere, destinato a riqualificare un’estesa area di Marghera.
L’area interessata dall’intervento si trova nella prima zona industriale di Marghera dove troviamo vecchi edifici con attività commerciali che man mano andranno in dismissione, il progetto si prende carico non solo di costruire la torre ma di sistemare una vasta area adiacente sia a livello stradale che dal punto di vista di verde pubblico. Questo dovrebbe innescare una rinnovamento di tutta la zona che ormai è quasi completamente abbandonata.


Riporto qui di seguito, come spunto di riflessione, un breve articolo redazionale comparso sulla versione online del giornale locale “La Nuova di Venezia e Mestre”, in data 18 giugno 2012, che spiega in breve l’intervento e le fasi che mancano all’approvazione: “Ben oltre 2 miliardi di euro di investimento, interamente coperti dal patrimonio di monsieur Cardin senza il ricorso alle banche e con l’ipotesi, pur di realizzarlo, di vendere uno dei suoi prestigiosi marchi. Tanto vale il progetto del Palais Lumière di Pierre Cardin, presentato al centro Candiani ai consiglieri comunali di quattro commissioni dal nipote del celebre stilista Rodrigo Basilicati, per la società Concept Creatif e dallo staff dello studio Altieri, con in prima fila l’ingegnere Guido Zanovello.
Il progetto preliminare mira a cambiare completamente il panorama dell’area tra Marghera e Mestre, tagliata in due da via della Libertà e ferrovia. Trecentomila metri cubi di capannoni destinati a trasformarsi in 800 mila metri cubi ma in altezza, con 65 piani di tre torri a vela. Tre grattacieli, nati dallo sguardo lanciato cinque anni fa da Cardin su tre fiori in un vaso, trattenuti da un nastro, e trasformato in progetto dal nipote Rodrigo che vanno ad interessare ben più dei 19 ettari dell’intervento. Alte dai 220 ai 250 metri, sono trattenute da sei dischi di collegamento, distanti 40 metri uno dall’altro, e dotate di 3 ascensori panoramici.
Dalle prossime settimane il dibattito politico entrerà nel vivo, in vista dell’ok che devono dare le commissioni al mandato al sindaco di sottoscrivere l’accordo di programma che è alla base del progetto e che è sottoscritto da Comune, Provincia, Regione Veneto, Autorità portuale (ai sensi dell’articolo 32 della legge regionale). La società di Cardin e lo studio Altieri mirano entro marzo 2013 di avere pronto il progetto esecutivo”.
Senz’altro siamo davanti a un progetto unico che porterà il risanamento di un’area di Marghera, da troppo tempo abbandonata, realizzandovi abitazioni, hotel, l’università della moda, negozi ed uffici.
Questa scelta fa risaltare quanto grande sia l’interesse per aree del territorio veneziano che spesso i nostri docenti ci assegnano come tema d’esame di progettazione e dei workshop estivi, che anche quest’anno sono focalizzati su alcune zone e problematiche del comune dell’ateneo.

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4 risposte a "Il “Palais Lumiere” di Pierre Cardin"

  1. Per fare ciò si chiudono le fabbriche, come la Acciaieria Beltrame? Altro che rilancio di Marghera, altri 130 lavoratori a casa per fare spazio al Palais Lumiere. Siamo un paese di smidollati dove uno che ha soldi fa quello vuole.

    • Non mi sembra che la beltrame sia nell’area del palais lumiiere.
      La beltrame chiudera purtroppo anche se non si fa il palazzo .

    • Informati bene, le fabbriche chiudono a Marghera perché è in atto una crisi spaventosa, il Palais Lumiere non c’entra niente. Neppure esiste, quindi come fa a far chiudere le fabbriche?

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