Pixar, la mostra

Palazzo Te a Mantova dal 15 marzo al 10 giugno ha presentato la mostra Pixar – 25 anni di animazione curata da Elyse Klaidman e in Italia da Maria Grazia Mattei.

Una mostra che ha svelato il difficile percorso progettuale a noi sconosciuto, in cui non è più importante sottolineare l’innovazione tecnologica di per sè, ma quanto essa utilizzi gli aspetti artistici e culturali per evolversi, per creare nuove visioni e nuovi linguaggi dell’arte.

Un percorso costruito con oltre 500 opere, dai primi disegni realizzati a mano al prodotto delle tecnologie digitali, bozzetti, dipinti e sculture si affiancano a spettacolari installazioni, proiezioni e supporti interattivi. Uno spettacolare mondo vistuale a pochi metri dagli affreschi di Giulio Romano.

«Molti non sanno che la maggior parte degli artisti che lavorano in Pixar utilizzano i mezzi propri dell’Arte – il disegno, i colori a tempera, i pastelli e le tecniche di scultura – come quelli dei digital media. La maggior parte delle loro opere» – scrive John Lasseter, chief creative officer di Walt Disney and Pixar Animation Studio e fondatore di Pixar (insieme a Steve Jobs) – «prendono vita durante lo sviluppo di un progetto, mentre stiamo costruendo una storia o semplicemente mentre guardiamo un film».

In una recente intervista ha inoltre dichiarato: «L’animazione è stata considerata troppo a lungo come una faccenda da bambini, e ho sempre sognato che il nostro lavoro venisse considerato come un’opera d’arte al più alto livello. Siamo sempre stati all’avanguardia nel progettare nuove tecnologie, ma questa mostra fa vedere quanti disegni, bozzetti, collages e anche sculture siano necessari per fare un film».

Color Script: studio dell’ “atmosfera”.

Una delle maggiori attrattive della mostra è stata sicuramente lo “zootropio”, brevettato negli USA nel 1867, che mostrava prima dell’invenzione del cinema il principio dell’animazione, ruotando rapidamente una sequenza di immagini statiche dentro un cilindro. Lo zootropio realizzato per la mostra ne è una versione aggiornata, realizzata con i personaggi di Toy Story 2: 18 figure montate in punti precisi del disco che ruota alla velocità di un giro al secondo Ogni figura è illuminata con luci stroboscopiche sincronizzate, che fa percepire all’occhio ogni fase del movimento come immagine singola. Vedendo tutte le singole inquadrature in rapida successione, si ricrea l’effetto del movimento apparente.

Qui vi propongo un’ interessante intervista di Eleonora Porcellato a Guido Quaroni, supervisore tecnico di Toy Story 3:

Per la sua biografia (ininglese): http://en.wikipedia.org/wiki/Guido_Quaroni

Annunci

One thought on “Pixar, la mostra

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...