LONDRA 2012 non solo sport

Meno 15 giorni ai GIOCHI DELLA XXX OLIMPIADE, che verranno celebrati a Londra dal 27 luglio al 12 agosto 2012.

Londra diventerà la prima città ad aver ospitato per tre volte un’olimpiade estiva, dopo quella del 1908 e del 1948. I progetti di riqualificazione urbana in questa parte della città sono stati la carta vincente per l’assegnazione e, per preparare l’evento olimpico, sono stati pianificati nuovi ed estesi interventi.

Sono previsti 17320 letti per gli atleti e una volta terminati i Giochi la città di Londra trasformerà il Villaggio in un enorme nucleo scolastico.
L’idea di rigenerazione urbana, nell’ottica di un’ urbanistica ecologica, è stata il motore dei progetti per le Olimpiadi di Londra 2012, condizionando gli interventi di costruzione delle strutture necessarie ed i modi di fruizione dei previsti eventi sportivi in calendario.
Questa impostazione green è stata fissata fin dal momento della candidatura della capitale, come chiara  volontà degli organizzatori già dal 2005: la realizzazione del Parco Olimpico, costruito su un’area di cento ettari in una zona industriale degradata alla periferia est di Londra a Stratford, e non su una nuova area da sfruttare, non avrebbe dovuto essere solo uno sforzo per consentire lo svolgimento di un grande evento ma anche un’importante eredità da lasciare alla città per decenni dopo la conclusione dei giochi.
L’area su cui si sta lavorando è stata recuperata facendo grandi demolizioni nel tessuto urbano e le macerie sono state riutilizzate al 90% per la costruzione delle nuove strutture. Un’operazione che riprende alcune delle idee sul futuro delle città inglesi proposte dalla Urban Task Force, guidata da Richard Rogers: la concentrazione dello sviluppo edilizio su suoli ex-industriali invece che su suoli vergini, l’uso del trasporto pubblico, la riduzione del consumo di suolo e la mescolanza di funzioni residenziali e terziarie.
Nel Parco Olimpico sono stati poi progettati sistemi di controllo delle piene, corridoi d’acqua e percorsi verdi che entrano nel tessuto urbano dei quartieri circostanti e rendono l’area, non più degradata, più “vicina” al centro città. Insomma, un vero e proprio giardino che sarà una risorsa per Londra anche a braciere olimpico spento.

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