Genetic City


Il video proposto racconta della tavola rotonda tra un gruppo di architetti, 5 olandesi e 5 cinesi, che riflette sulla nascita di alcune nuove città sostenibili.
Ragionano in particolare sull’aspetto che queste avranno e come si evolveranno durante la crescita nei prossimi trent’anni, interrogandosi sul modo per evitare che queste nuove città verdi in Asia e Medio Oriente si somiglino troppo. Continua a leggere

Il cohousing avanza

Leggendo oggi un articolo di C. Raffa  su questo argomento, pubblicato tempo fa nella versione online del Sole24ore, ho riflettuto sul fatto che in pochi anni la denominazione cohousing è divenuta familiare a chi si occupa di architettura e a chi cerca nuove soluzioni abitative che consentano di avere alcune comodità in più, anche vivendo in appartamenti di dimensioni non gigantesche, grazie alla condivisione di luoghi accessori tra più nuclei familiari, come lavanderie, spazi multiuso, aree per bambini, camere per ospiti, spazi verdi, laboratori, ecc.

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Bersabèa

a cura di Gruppo Empusa
Giovedì 9 febbraio 2012 | ore 21.30
FrariFuori
Patronato dei Frari Venezia

Bersabèa è un progetto dedicato all’acqua e al suo diritto di non esser resa una merce per le mani di pochi. Il progetto prende ispirazione dalla sommossa di popolo dell’aprile del 2000 nella città boliviana di Cochabamba, conosciuta anche come “guerra dell’acqua”. Continua a leggere

Tutela delle Terme Marine e del Palazzo dei Congressi di Grado


In molti si sono mobilitati per contrastare la decisione dell’amministrazione Comunale di Grado, secondo la quale le Terme Marine, progettate da Gianni Avon e pavimentate a mosaico su disegno di Giuseppe Zigaina, dovrebbero essere demolite per consentire la realizzazione di un nuovo complesso di lusso in project financing. Tra i promotori della contrapposizione alla decisione comunale si ascrive anche la Docomomo Italia onlus, sezione Friuli Venezia Giulia, particolarmente attenta ai problemi legati alla tutela delle architetture recenti, come nel caso dell’appello in favore della Colonia marina di Giancarlo De Carlo a Rimini.
L’edificio in progetto di demolizione fu realizzato tra il 1970 e il 1974, mentre per il Palazzo dei Congressi realizzato da Marco Zanuso e Gianni Avon, tra il 1973 e il 1980 si prevede un corposo ridimensionamento.
Questi due edifici, insieme allo Zipser di Marcello D’Olivo, sono le uniche architetture del Novecento a Grado che vengano menzionate nelle guide di settore. Bruno Zevi dedicò un ampio articolo all’edificio termale nel 1975, sul numero di ottobre della rivista L’Architettura.
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Impossessarsi della città


La retorica della città attuale ci dice che il suo aspetto è standardizzato, tendenzialmente ricorsivo in quasi ogni luogo. Effettivamente è facile per tutti ritrovare elementi, oggetti, ambientazioni o interi luoghi ripetuti o richiamati nelle città di matrice occidentale, o che aspirano a quello stile di vita.
Grazie ai molteplici fenomeni legati alla globalizzazione, alla diffusione degli stereotipi e dei desideri di massa e alle riposte attese come desiderabili, possiamo confortevolmente trovare una replica del centro commerciale o del punto vendita preferito, o muoverci agilmente, con fare sicuro, in ambienti che ci ricordano, luoghi noti perché ne ripetono e condividono la logica distributiva e le finalità.
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Una strada che divide


Pochi giorni fa, su diversi quotidiani italiani, è rimbalzata una notizia curiosa: a Sidney, metropoli australiana, c’è una strada nella quale si può fumare su un solo lato.
La situazione curiosa è determinata dalla diversa politica antifumo delle municipalità che hanno giurisdizione sui due lati dell’arteria viaria: King Street, infatti, ricade nella giurisdizione del consiglio municipale di Marrickville per il fronte ovest, e in quella del consiglio della City of Sidney per il fronte est.
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Piccoli paesi abbandonati

Ogni tanto se ne parla: in Italia, dove una statistica dice che le case isolate, realmente distanti almeno un chilometro da un’altra abitazione, sono ormai pochissime per l’allargarsi del fenomeno della città diffusa, ci sono i borghi fantasma.
Sul territorio a noi prossimo il tessuto abitativo sembra sfrangiarsi in un indefinito continuum senza cesure, marchiato solo dal diradamento senza la sparizione delle case: varia il ritmo di aggregazione delle unità, passando dal condominio al piccolo edificio, casette a schiera, qualche bifamiliare e poi le monofamiliari con giardinetto, lungo le direttrici che uniscono i centri urbani e su cui si annodano funzioni e servizi.
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Welcome to Detroit: il fascino “sporco” dell’archelogia industriale


Eminem – Lose Yourself


Eminem – Not Afraid

Detroit, detta anche Motor City, è la più grande città del Michigan, nell’area Midwest degli Stati Uniti. La città ha un grande porto sul fiume omonimo, fu fondata nel 1701 da un esploratore francese: il nome viene dalla parola francese détroit, che significa “stretto”e si riferisce alla posizione geografica scelta per la fondazione lungo il corso d’acqua, che collega il piccolo lago St. Clair con il lago Erie. E’ stata sotto il governo francese e britannico, e fu colpita da un grande incendio nel 1805, che distrusse quasi tutto. Dopo il rogo, la città si dotò di un piano simile a quello redatto da Pierre C. L’Enfant per Washington, caratterizzato da viali monumentali alberati e rotatorie che dipanano il traffico a ventaglio verso l’esterno, riprendendo il modello radiale barocco dal Grand Circus Park, nel cuore del quartiere prossimo al teatro.
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¿Dónde está la ciudad azul de los Pitufos?

Abitanti della città dei puffi

Questa è la storia di una singolare iniziativa pubblicitaria che ha avuto il merito di coinvolgere una piccola cittadina abbandonata un po’ a se stessa, fuori dai circuiti turistici, destinata forse a perdere i già pochissimi superstiti abitanti, con l’unica gloria della natura montana dell’intorno e il rudere della Real Fabrica di San Miguel per la produzione di alluminio: fu la prima nel suo genere nel paese iberico, fondata lì nel 1731 per la disponibilità di legname e per il cui avvio furono fatti entrare in segreto, in terra spagnola, due ingegneri svizzeri nascosti in dei barili.
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“Mi chiamo città”, un serie di reportage interessanti per i temi dei WS di quest’anno.

Questo inverno RAINews 24 ha proposto una serie di reportage molto interessanti, che suggerisco di guardare, a maggior ragione, dato il tema conduttore dei Workshop estivi che stanno per cominciare.
Le puntate sono sei, contemplano la ricostruzione di L’Aquila, La Biennale di Venezia, il Social Housing, Grandi Eventi come l’Expo 2015 a Milano, il futuro di Roma e Milano, gli Slum e la città informale.

Hanno anche il pregio di essere di breve durata e, seppur non esaustivi, contengono validi spunti e suggerimenti.

Questo il link alla prima puntata, reperibile nel sito  “architettiroma.it”:
http://tv.architettiroma.it/notizie/13019.aspx

Qui trovate altri filmati interessanti, che vi mostriamo in calce:
http://wn.com/michiamocitta

Buona visione e buon inizio dei ws11.

Stefania Catinella
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