Réclame


Illustrazione di Ivo Pisanti, colorazione di Marina Mangiat

Archiman© Returns
Sfuggito alla prigione spaziale dell’asteroide Suer, sul quale era stato imprigionato al termine di una furiosa lotta con l’arcinemico Rex Fucksas, ritorna Archiman©, il paladino della creatività originale. A causa di un paradosso spazio-temporale (sebbene abbia passato alcuni eoni lontano da casa, sulla terra il tempo si è fermato: per dirne una l’oscura voragine del Palazzo del Cinema di Venezia è ancora al suo posto) troverà una realtà molto diversa da quella che ricordava: nell’anno 2012 sul nostro pianeta si dividono il potere l’accolita dei Neo-neo-razionalisti e la gilda dei Post-
organici, i primi dediti alla composizione a quadretti, i secondi preda dei più libertini eccessi volumetrici. Archiman© dovrà recuperare i suoi incredibili superpoteri, venuti meno dopo i troppi confronti serrati con il malvagio bio-androide Essepì-Esseù, mettere pace tra le due fazioni in lotta e ristabilire il primato della creazione architettonica unica nel suo genere. Perché – di nuovo – tutti possano dire contemplando il tinello del vicino di casa: “Si vede che c’è la mano dell’architetto” e mettersi a ridere tenendosi la pancia.

SPAce Monkeys

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Lloyd Wright, Frank
Casa nei boschi

Il candidato, di cui questa Commissione non può non stigmatizzare il tentativo di seduzione della moglie dell’usciere e della stenografa, sottopone il disegno di una casa per vacanze nei boschi. Nonostante una discreta capacità di rappresentazione (anche se a dir poco compiaciuta) il risultato lascia, francamente, sconcertati. La scelta di collocare un edificio sopra un corso d’acqua appare inspiegabile, non trattandosi di un ponte o simili, a meno che il candidato non abbia sbagliato… aula d’esame. Le scelte strutturali non verificabili (gli sbalzi proposti temiamo possano trovare realizzazione solo nella mente del candidato, non certo nella realtà della costruzione), gli azzardi distributivi (una scala – sospesa! – che porta all’acqua. Suvvia… ), le terrazze sovradimensionate finiscono per prevalere sulla razionale composizione degli elementi, che patisce un deciso squilibrio generale e gravi carenze nell’impaginato dei prospetti. Questa Commissione pertanto ritiene di dover respingere il candidato raccomandando uno studio più attento dei fondamenti della scienza delle costruzioni, delle regole compositive e del decoro.

MB (SPAce Monkeys)

Réclame


In cucina con Rem©
Per voi, amanti della buona tavola e dell’architettura di sostanza, oggi in edicola c’è In cucina con Rem©. Alla guida del suo collettivo (gli Outrageous Meal for Amateur) l’arzillo ex giornalista olandese si misura con due delle sue più nascoste passioni: i fornelli e la progettazione. Seguite Rem Cooklhaas e i suoi souschef in un’avventura culinaria e compositiva che vi lascerà satolli: ogni ricetta è abbinata all’edificio giusto in cui gustarla e chiaramente illustrata con foto, diagrammi e plastici di studio. Scoprirete i piccoli-grandi segreti di un maestro senza rivali: non solo Porto – quanto e cosa bere prima di progettare una Casa da Musica; carote à la julienne e pilastri à la jeanneret – sottile è meglio; il committente arriva a cena all’improvviso? – piatti veloci e progetti riscaldati; dal cucchiaio alla città – la pratica guida con mappe interattive ai migliori rivenditori di posate. In cucina con Rem© è disponibile anche come App per il vostro tablet: in omaggio una pratica tanichetta di acqua già salata per la pasta e un guantone da forno per praticare in tutta sicurezza lo zoom a pizzico.

MB

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Un altro verbale di Commissione d’ornato, un testo che probabilmente fu alla base della decisione del Comune di Poissy di demolire la casa in questione (che nonostante questa sonora bocciatura venne comunque costruita…) per fare posto a un liceo. Poi è andata come è andata.

Jeanneret, Charles Edouard
Casa in periferia
Il candidato, di cui questa Commissione non può non sottolineare i modi bruschi e il bizzarro contegno, sottopone il disegno di una casa per vacanze fuori-porta. Dimostrando una certa freschezza di tratto, il candidato si attarda tuttavia nell’immaginare soluzioni azzardate, che temiamo possano condurre a una prematura obsolescenza formale. Una certa esuberanza negli apparati distributivi (una scala e una rampa – peraltro non a norma, due corridoi paralleli per disimpegnare tre stanze…), l’eccesso di valore dato a elementi secondari (il garage al piano terra la cui posizione infelice costringe ad alzare l’intera abitazione, un tetto definito improvvidamente “giardino” ma privo di elementi arborei) distraggono il candidato dall’affrontare con rigore le questioni basilari del vivere quotidiano. Il lavandino in ingresso, il bagno prossimo alla camera da letto padronale e separato da questa solo da una tenda, la terrazza dove al parapetto usuale si sostituisce una finta finestra (senza infisso) testimoniano di una certa confusione. Se si può apprezzare un certo gusto per la simmetria dei prospetti, non altrettanto si può dire del risultato complessivo. Questa Commissione pertanto ritiene di dover respingere il candidato raccomandando uno studio più attento dei caratteri distributivi degli edifici.

MB

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Un altro documento scottante, un’altra prova – se ce ne fosse bisogno – che WAVe è un editore indipendente, dalla schiena dritta. Maneggiate questo documento con cura, si tratta di un verbale di Commissione d’ornato molto severo, che potrebbe mandare a pallino numerose teorie sull’architettura contemporanea…

Mies van der Rohe, Ludwig
Casa sul fiume
Il candidato, che accompagna i propri elaborati grafici con una relazione a dir poco laconica punteggiata da brevi frasette, sottopone il disegno di una casa per vacanze nei pressi di un murmure corso d’acqua. Frenato da una certa afasia nella rappresentazione, il candidato immagina che la vita possa scorrere felice in una casa priva di muri. Inoltre, il piccolo edificio viene concepito come staccato dal suolo. Ora, se è ormai moda corrente – anche se difficilmente comprensibile – che gli aspiranti progettisti, specie se giovani, disegnino edifici… sospesi nell’aria, in questo specifico caso il candidato sceglie di alzare il fabbricato di poche spanne, assicurando la colonizzazione di specie infestanti (animali e vegetali) al di sotto dell’intradosso del solaio di calpestio. Questo per tacere degli altri aspetti (assenza di privacy, sottodimensionamento degli spazi di servizio, articolazione degli ambienti pressoché nulla, esibita struttura di ferro saldato peraltro assente negli angoli) che invano si tenta di riscattare con il rigore nella disposizione degli arredi mobili e con il lusso nella scelta dei materiali. Continua a leggere

Réclame


Lacatôme & Vassal©
Il tuo edificio è stanco, al termine di una dura giornata di utilizzo funzionale? Il suo carattere distributivo ha perso lo smalto? Rigeneralo con Lacatôme & Vassal© agli estratti di somatotropina albanese. Grazie ai consigli dei massimi esperti di rigenerazione urbana abbiamo messo a punto una serie di prodotti pensati per ridare tono e vigore alle tue architetture. Trova quello che fa per te scegliendo tra: Friction Intense – per ristrutturazioni à la page limitandosi a scrostare pareti e solai; Push-up – effetto volumizzante per ampliamenti da urlo; Ultra view – per ottenere terrazze panoramiche anche al piano rialzato; Enlèvement Douce – per la rimozione di quelle antiestetiche tramezze che impediscono di godere della vista dei servizi igienici dalla camera da letto; House Intruder – per inserire vani abitabili dove non passerebbe neppure un corrugato. L’uso frequente dei prodotti Lacatôme & Vassal© donerà alla doppia pelle del tuo fabbricato quell’aspetto sbarazzino da reportage su Domus, e contribuirà alla ridefinizione morfologica del costruito. Lacatôme & Vassal©, perché i metri quadri in più valgono.

MB

Esamificio

Tutti prima o poi veniamo travisati, è accaduto anche ai Maestri. Ora WAVe (the blog) è in grado di provarlo con alcuni documenti incredibili (i verbali delle commissioni d’ornato al cui giudizio diversi nostri maiores hanno dovuto sottostare in giovane età), di cui è entrato in possesso con modalità a dir poco discutibili. Questo è il primo, altri seguiranno…

Koolhaas, Remmert
Casa in periferia

Il candidato, che in prima chiamata si è limitato a una verbosissima esposizione orale accompagnata da malcerti disegnini a mano libera, sottopone a questa Commissione il disegno di una casa nei sobborghi di una grande città. Voltando le spalle alla fragranza formale dei villini contermini, il candidato propone un singolare assemblaggio di elementi eterogenei. Si ritiene doveroso usare il termine “assemblaggio”, poiché dagli elaborati (bruttati da annotazioni con penna a sfera che hanno non poco irritato alcuni dei membri di questa Commissione) non si evince nessun principio compositivo che non sia l’affastellarsi di elementi distonici. Rivestimenti di nessuna eleganza, finestre per così dire “sdraiate” che paiono essere ormai un vezzo diffuso soprattutto tra i più giovani, un eccesso di elementi strutturali (indice forse di una scarsa comprensione degli schemi statici più elementari) alcuni dei quali senza ragione apparente disposti fuori piombo, un’ipertrofia degli elementi distributivi verticali (abbiamo contato, prima di stufarci, almeno tre scale e una rampa), la cucina – cuore di ogni casa accogliente – malamente acconciata dietro un separé di plastica: tutto contribuisce a fornire un quadro di evidente problematicità. In cauda venenum, la scelta di disporre una vasca allungata e stretta per la natazione sulla sommità di un edificio, all’aspetto, pericolante. Questa Commissione ritiene di dover valutare negativamente quanto proposto raccomandando una riflessione approfondita sulla reale comprensione, da parte del candidato, dei fondamenti stessi della progettazione.

MB