Conferenza NAVARRA/GALANTINO


Tempo e uomo come cardini

«Dicono che c’è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare».Ècon questa mezza strofa di Ivano Fossati che si può sintetizzare quanto detto nel tardo pomeriggio del 5 luglio. I due architetti “antagonisti” Marco Navarra e Mauro Galantino sono portavoce di pratiche differenti della stessa disciplina.
Navarra pare ossessionato dal lento trascorrere del tempo sia come problema sia come materia di progetto. Secondo l’architetto siciliano l’abitare è mutevole e non è preventivamente determinabile dal progettista, ma è appannaggio delle persone. Attraverso i suoi interventi infatti, il progettista tenta di rispondere a “condizioni limite” (ambienti periferici e dismessi) con approcci sottili che lasciano all’utente il compito di completare quanto avviato dal disegno dell’architetto, sempre che di completamento si possa parlare, perché il continuo rinnovarsi dei luoghi è dato dal tempo e dall’uso quotidiano. Navarra presenta il suo modo di operare attraverso uno schema chiamato Lo-Fi Architecture: architecture as curatrial practice. Questo diagramma è tripartito in: Rhythms (tempi), Devices (strumenti), Pleasures (piaceri).
Continua a leggere