FASHION AT IUAV 2012


Video di Andrea Tagliapietra
Graduation Show, Corso di laurea triennale in Design della moda e magistrale in Design e teorie della moda Iuav

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Iuav Angels

Per chi non le conoscesse, vi presentiamo queste splendide modelle che indossano un outfit ispirato al progetto di identità visiva di Leonardo Sonnoli, il docente che cura assieme alle sue collaboratrici la redazione grafica di Wave.
I bianchi e i neri si sovrappongono, altre volte si negano o si stemperano nella scelta di una donna consapevole della propria femminilità, optando per un nude look in total black & white.
Per gli accessori: una punta di giallo Wave affiora sulla conturbante Antonella Agazzi, fiore al petto e sandalo argentato per la felina Silvia Bonini.

Alle ragazze della portineria dei Magazzini Ligabue va tutto il nostro ringraziamento, sono gentili e sempre disponibili. Ci sorridono anche quando, sempre…, sforiamo negli orari di chiusura delle sedi Iuav.

Gestire la macchina Wave non è cosa semplice, purtroppo siamo gli ultimi a sbaraccare…

COLLECTING CONNECTING :: 4

claDEM. Va in scena il talento

Un afoso 2 luglio ha animato la città di Treviso, con un programma ricco di eventi: protagonista il corso di laurea in design della moda (fDA Iuav) diretto da Maria Luisa Frisa.
Si comincia con In the Making, mostra a cura di Judith Clark che documenta gli esiti dei laboratori di progettazione abiti e accessori, nella sede del corso di laurea in via Achille Papa 1, per spostarsi alle 18.00 nella prestigiosa Sala Borsa della Camera di Commercio di Treviso, con Nord-Est\Far-East, esposizione -sempre a cura di Clark- dei preziosi capi realizzati dagli studenti con i tessuti provenienti dal distretto tessile di Ichinomiya, con il quale il claDEM ha maturato una salda collaborazione. Ogni anno la capitale del tessile giapponese invita gli studenti più meritevoli per un viaggio di studio.
Il tempo per un caffè, poi si corre al Teatro Comunale per l’attesissima sfilata; percorrendo le strade del centro i negozi offrono un nutrito display di capi selezionati dalle migliori tesi di laurea dell’ultimo anno: NewComers è un itinerario che prevede 14 istallazioni curate da Mario Lupano con Clinica Urbana, si potrà goderne assieme alle mostre sino al 9 luglio.
Giunti finalmente a Teatro si fatica ad entrare perché il pubblico si accalca all’ingresso. La platea e i palchi sono quasi tutti occupati, ai lati del palcoscenico sono seduti gli studenti a sinistra, i docenti dei laboratori a destra, assieme ad alcune personalità di spicco del fashion system e un’attenta e curiosa Diane Pernet: per chi non la conoscesse è un’icona internazionale del mondo della moda, giornalista, talent scout, …, ma soprattutto la guru dei blogger.
Si apre il sipario con un allestimento scenico minimalista: nastri e frecce segnano le traiettorie da seguire, due praticabili ospitano il dj set e uno schermo di proiezione, dalla graticcia si calano corde, una cornice e un’asta, una sorta di albero della cuccagna con dei piccoli sacchetti nei quali sono racchiusi i sogni e le speranze di questi giovani talenti; il fondale è uno schermo di proiezione che permetterà, attraverso un gioco fatto di ombre cinesi, di traguardare il lavoro di preparazione del backstage.
Vanno subito in scena le migliori collezioni dei trenta studenti dei laboratori finali di progettazione dell’abito e degli accessori, rispettivamente diretti da Angelo Figus e Els Prost.
Per gli abiti si è svolta un’attenta riflessione sul tema dell’identità nel suo rapporto ambiguo con la tradizione, invitando lo studente a fare una ricerca iconografica sui luoghi delle proprie origini, giungendo così a un meticoloso trattamento dei tessuti, per ridefinire i concetti di fatto a mano e su misura, su otto outfit. Els Prost invece ha puntato sull’equilibrio fra esotismi etnici e contemporaneità, attraverso continui processi di morphing che hanno generato accessori indossati da modelle in total black, illuminate da piccoli led alle caviglie.
Complesso il mestiere del fashion designer, qui si capisce subito che ‘effimero’ è un aggettivo che poco si addice al duro lavoro del progettista. Il prezioso insegnamento di Gianfranco Ferrè ci ricorda che il mestiere non è poi così differente da quello dell’architetto: le complesse geometrie del vestito abitano il corpo, così la moda alcune volte guarda all’architettura, spesse volte invece è l’architettura a copiare dalla moda.
Giochi di forme, intagli, orditi, trame, solleticano il nostro sguardo. Colpiscono molto le collezioni uomo, in particolare: Giorgio Tollot, Luca Bertoni e la collezione Amen di Kristian Guerra, i cui capi, come descrive lo stesso autore, rappresentano “la fine di un percorso e l’inizio di un altro. Il movimento di passaggio verso la maturità”.
All’uscita dal teatro mi fermo a chiacchierare con Diane Pernet, la quale si dice piacevolmente colpita dal lavoro di questi fashion designer di domani, in particolar modo da Kristian Guerra.
Ancora una volta una giornata che ha saputo raccontare le qualità e le potenzialità di una facoltà giovane e innovativa.
MC

P.S. Un ringraziamento a Lorenzo Busato, autore delle foto qui inserite.
Per maggiori informazioni, iniziative e progetti del fashion design, potete visitare il suo blog:
Justanotherflog.com