PARLANO DI NOI 2

Nei seguenti link potete leggere la rassegna stampa di oggi:

Il Gazzettino
Il Venezia
Leggo
La Nuova Venezia
La Nuova Venezia

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Rassegna stampa del 29 giugno 2010

L’amaro (e più che legittimo) sfogo del Preside al quale abbiamo assistito ieri ha avuto parecchia risonanza sulle pagine dei quotidiani locali.
Le parole di Giancarlo Carnevale sono state riportate sulle pagine del Gazzettino, del Corriere del Veneto, de Il Mattino di Padova e de La Nuova Venezia.
Il rammarico per la mancata risposta della città di Venezia alle sollecitazioni culturali e progettuali, delle quali lo Iuav è prodigo, è condiviso da tutto il mondo accademico.
La città di Venezia sta veramente perdendo una grande opportunità di confermare e rinnovare il proprio prestigio internazionale, oltre che sprecando un’inestimabile miniera di stimoli culturali.
Non si capisce se l’indifferenza verso le continue proposte dello Iuav sia dettata da interessi personali o da semplice apatia mentale.
Vero è che non si tratta di autocommiserazione, ma di una semplice constatazione dell’evidenza dei fatti: le cose stanno esattamente così, e l’unica speranza sia che chi di dovere prima o poi si accorga del terribile spreco.
Grazie quindi alle giornaliste che hanno dato voce alla nostra università.
Chissà che qualche lettore non si indigni come già ci siamo indignati noi e non si possa veder prender vita ad una protesta collettiva contro la sordità delle istituzioni.
Perché ignorare una buona proposta significa spesso gettare al vento fondi, risorse, denaro pubblico.
Venezia potrebbe crescere investendo in quello che ha, ovvero il contributo dei migliori esperti di fama internazionale, senza bisogno di cercare altrove. Specie quando le soluzioni che si decidono di adottare, ignorando altre proposte competenti, efficaci e creative, danno come risultato luoghi come l’imbarcadero del Lido, che lo stesso Carnevale prende come esempio di architettura “sgraziata e provinciale”.
Al di là di considerazioni personali che possono esser tacciate di eccessiva soggettività, sebbene siano ponderate e direi anche piuttosto inattaccabili, è bene che la collettività si renda conto che al suo interno sono presenti risorse che vengono puntualmente sprecate.
Perché lo Iuav non è solo dei docenti e degli studenti che insieme lavorano, progettano e creano, ma della città tutta, dalle istituzioni fino al singolo cittadino.
Da parte nostra, caldamente speriamo che chi di dovere se ne renda conto il prima possibile.

Permetteteci un piccolo appunto: la redazione multimediale (quotidiano e blog) è attiva da quattro anni, e non si tratta quindi di una novità del 2010, come invece afferma Paola Vescovi.
Ad Alice D’Este vorremmo invece far notare che team in italiano è una parola maschile, e quindi avrebbe dovuto scrivere “a capo dei quali”, e non “delle quali”.
Lo sappiamo, siamo dei veri rognosi… ma d’altro canto, that’s the blog, baby!

K.B.