Diario di un workshop di recupero


Forse non in molti sanno che parallelamente a queste settimane d’esami si sta svolgendo anche il workshop di recupero, riservato a coloro che, per varie vicissitudini, non hanno potuto prendere parte a quelli estivi. Come giocolieri abbiamo tenuto contemporaneamente in equilibrio esami, seminari e infine il workshop, che resta sempre un’esperienza unica di Iuav.
Da un paio d’anni ormai, i workshop di progettazione offerti dall’ateneo veneziano sono strettamente legati al contesto veneto, proponendo come aree di progetto i siti dolenti di Venezia e dintorni.
Il tema che Massimiliano Ammatuna ha proposto è quello di ridare vita ai gasometri di San Francesco della Vigna, trasformando i due imponenti scheletri d’acciaio in residenze connesse ad attività complementari, ovvero macchine tecnologiche in corpi da abitare. La nostra sfida progettuale è stata quella di operare questa metamorfosi. I due gasometri appaiono improvvisamente all’avventore nella loro elegante imponenza e subito non sembra più folle immaginare che questo terreno vacuo, ai margini di Venezia, si ripopoli e si reinserisca nel contesto urbano.
D’altronde più architetti si sono trovati già in passato nella nostra stessa situazione: ogni volta che questi elementi venivano abbandonati ci si poneva la domanda su come reintegrare oggetti così eccezionali nel contesto urbano. Due risposte particolarmente celebri le troviamo nel progetto per i quattro gasometri viennesi e nel riutilizzo del gasometro di Montparnasse a Parigi.
Oltre alla sperimentazione di un tema progettuale eccezionale, ovvero l’inserimento nei gasometri non di spazi ad uso indistintamente collettivo, ma di residenze, ciò che rende speciale il workshop è senza dubbio la presenza di un docente che come noi si è formato all’università Iuav di Venezia. Allievo di Luciano Semerani, uno degli ultimi grandi maestri della Scuola di Venezia, è stato anche architetto progettista dello studio Kollhoff a Rotterdam. Grazie alla collaborazione con Hans Kollhoff ha potuto verificare l’architettura nella prassi ed apprendere tecniche e metodi di insegnamento applicati all’ETH di Zurigo.
In questo workshop di recupero ci stiamo confrontando, dunque, con i fondamenti degli studi sulla morfologia urbana della Scuola di Venezia e la ricerca sulla tettonica come principio di decoro urbano. Temi e concetti per molti di noi ancora inesplorati.

Caterina Epiboli

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Studenti del Workshop Desideri cercasi. PROGETTI IN CONTROTENDENZA Venezia, Piazzale Roma (Area Marsilio)

AAA studenti del workshop tenuto dal prof. PAOLO DESIDERI CERCASI
Mancano immagini di progetti per la pubblicazione degli esiti dei workshop W.A.VE. 2012.
Gli studenti sono pregati di contattare urgentemente la prof.ssa Esther Giani (giani@iuav.it)

40.000 hours


40.000 HOURS
SCHOOLS PROJECT INSTALLATION, BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA DI VENEZIA 2012, GIARDINI, PADIGLIONE ITALIA.
Il tema di questa Biennale 2012 è ciò che abbiamo in comune. L’ambizione di Common Ground è soprattutto quella di affermare l’esistenza di una cultura architettonica costituita, però, non solo da singoli talenti, ma anche e soprattutto da un ricco patrimonio di autori “sconosciuti”, di molte idee valide e differenti riunite in una storia comune, in ambizioni comuni, in contesti e ideali collettivi. Continua a leggere

AVVISO PER GLI STUDENTI. Recupero materiali in mostra

A seguito del disallestimento delle mostre dei workshop W.A.VE. 2012 si sono raccolti materiali degli studenti che potranno essere ritirati entro e non oltre il 30 settembre, previa e-mail alla prof. Esther Giani (giani@iuav.it).

ELENCO:

prof. AMIRANTE schizzi
prof. VENEZIA schizzi
prof. SPADONI schizzi
prof. TRAME schizzi(Gennaro,Semenzato, Taiami, Venturato, Dalla Pietà, Gnan)
prof. WILMOTTE n°4 book A3
(1 Muhameti-Miftari-Moisescu, 2 Catra-Malvestio-Martin, 3 Barbieri-Pantani-Zanguio, 4 Bissaro.Agostini, 5 Stavla-Dalla Bona-Tibaldi)
tavole/schizzi (Bissaro-Agostini)

Il fare dell’archittettura 05

Il disegno digitale 3D

Oggi parliamo del disegno digitale 3D, uno strumento molto moderno che da alcuni anni a questa parte contribuisce alla definizione del progetto.
Questo metodo di rappresentazione si avvicina molto a quello che solitamente si fa con il modello di studio ma, permette di lavorare sui particolari che talvolta nei plastici vengono tralasciati per dare più importanza all’insieme della composizione.
L’altra cosa molto importante del disegno 3D è quella di essere la base per successive lavorazioni che permettono di creare viste d’insieme molto vicine alla realtà, ma questo argomento verrà sicuramente trattato nella prossima uscita.
Forza ragazzi manca solo una settimana! Continua a leggere