FLORES/PRATS

FLORES & PRATS ARQUITECTOS
E’ uno studio di architettura fondato a Barcellona nel 1998 da Eva Prats e Ricardo Flores. Lo studio è stato coinvolto in differenti tipi di progetti, soprattutto per l’Amministrazione Pubblica, attraverso la partecipazione a concorsi aperti. Tali progetti comprendono edifici ad uso pubblico e abitazioni, ma anche spazi pubblici a Barcellona e progetti di allestimenti per istituzioni culturali e musei, come la Fondazione Tàpies, la Fondazione Mirò e il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona.
Hanno ottenuto tra l’altro i seguenti riconoscimenti: il Premio Europan III; il Premio del Collegio degli Architetti delle Baleari 2002-03 per il Museo dei Mulini di Palma di Maiorca, opera selezionata per il Prize for Contemporary Architecture-Mies Van der Rohe Award 2005 e finalista alla IV Biennale Iberoamericana di Lima 2004; il primo premio alla Triennale di Architettura di Baix Llobregat 2005 per la Riabilitazione della Nave Yutes a Sant Just Devern, progetto finalista dei Premi FAD 2006; infine recentemente hanno ottenuto il Grand Award for the Best Work in Architecture nel Summer Show 2008 della Royal Academy of Arts di Londra.
Oltre all’esercizio della pratica professionale, sono entrambi professori alla ETSAB e alla ESARQ-UIC. Hanno tenuto conferenze e laboratori di architettura in università di diversi paesi, tra cui: la Arizona State University di Phoenix, il Berlage Institut di Rotterdam, la Mackintosh School di Glasgow, la Royal Academy of Architecture di Copenhagen, la Washington University a St Louis, la University of Sydney in Australia e la Facoltà di Architettura di Buenos Aires. Hanno diretto laboratori con Enric Miralles (1998), John Hejduk (1999), Juan Navarro Baldeweg (2000), Cedric Price (2001) e Clorindo Testa (2002), e dall’anno accademico 2005-06 ad oggi sono professori responsabili del laboratorio “A través de la tela” all’interno del Master Laboratorio de la Vivienda del siglo XXI – FPC-ETSAB.
Sono autori di diversi articoli e dei seguenti libri di architettura, quali: John Hejduk. House for a Poet, Edicions UPC, Barcelona, 2000 e Through the Canvas. Architecture Inside Dutch Paintings, Editorial ACTAR Barcelona, 2008.

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LA STANZA RUBATA
Ricardo Flores, Eva Prats

Tante volte abbiamo visitato un edificio nella nostra città e abbiamo pensato che potesse essere un magnifico edificio dove studiare.
Questo desiderio di un luogo ideale di studio è ciò su cui lavoreremo nel laboratorio.
Dove trovarlo? Appropriandoci di uno spazio pubblico dimenticato, un angolo all’interno di una struttura più grande, un qualsiasi “pezzo” che potremmo “rubare” ad un edificio pubblico, senza interferire con il suo uso quotidiano.
Il riferimento al nostro programma è il dipinto di San Girolamo nel suo studio, di Antonello da Messina.

San Girolamo è rappresentato in una ambiente situato all’interno di un edificio più grande, appropriandosi di una parte del volume di questo edificio. È sorprendente vedere come a partire dalla grande scala iniziale, intorno a San Girolamo, le misure si riducono per produrre uno spazio di lavoro aderente al suo corpo e ai suoi movimenti, dove tutto quello che serve è vicino, quasi a portata di mano. Dentro al grande spazio dell’edificio si è formata un’abitazione, mediante mobili che contengono tutto il necessario per svolgere la sua attività di studioso: mensole, armadi, librerie, una sedia dove passare lunghe ore… Allo stesso tempo non si perde di vista il grande edificio, sempre presente come una seconda protezione di quel luogo di studio.
C’è un presupposto implicito in questo dipinto: alcuni edifici pubblici sono troppo grandi, possiedono dello spazio in più, che può essere occupato senza alterarne l’uso e il funzionamento dell’edificio stesso.
Il dipinto si “approfitta” di alcune qualità che sono conseguenza diretta dell’avere questo spazio sovrabbondante: le altezze, la luce naturale, l’esistenza di un centro e le gerarchie dello spazio, i cambiamenti di scala …

Qual’è la dimensione di questo luogo?
Qual’è l’unità di misura alla quale si riferisce?
Possiamo utilizzare gli archi della facciata come unità di misura?
Ricordiamo adesso i disegni di Gulliver legato dai lillipuziani …
Antonello da Messina sembra riferirsi a questa scala gigante …

L’esercizio vedrà gli studenti impegnati in una prima sezione, dedicata a localizzare e ottenere un luogo. Sin da subito entrerà in gioco un importante lavoro di geometria: come ridisegnare questo luogo e rubargli uno spazio senza interferire negativamente col suo stato iniziale?

Nella seconda parte del WS gli studenti sono chiamati a fare del luogo recentemente ottenuto uno spazio completamente privato, un proprio studiolo. In questa caratterizzazione starà la capacità di ciascuno nel chiarire quali siano le proprie esigenze e necessità di studio.

Bibliografia:

  • Dora Thornton, The Scholar in his Study. Ownership and Experience in Renaissance Italy, Yale University Press, New Haven & London 1997.
  • Robin Evans, Translations from Drawing to Building and other essays, AA Documents 2, London 1997.
  • Gordon Matta Clark, CIRCUS. The Caribbean Orange, 1978.
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