KELLY (KLM arquitectos)

FEDERICO KELLY
Federico Kelly, Paula Lestard e Hernán Maldonado formano lo studio KLM Arquitectos nel 1995.
Da allora, rispondono agli abbondanti incarichi di diverse tipologie e scale: da abitazioni unifamiliari e multifamiliari a club e sedi istituzionali. Sono stati premiati in numerose occasioni per la qualità dei loro progetti. Sono stati riconosciuti con il premio Vitruvio/MNBA per la giovane generazione nel 2002 per la opera del Polisportivo “Club de Campo la Martona” e nello stesso anno hanno ricevuto il premio Garnier Air France/MNBA per la giovane generazione inferiore ai 40 anni.
Recentemente nel 2009 in occasione della Biennale Internazionale di Architettura di Buenos Aires hanno ricevuto il premio per la generazione emergente nella categoria Architetti nazionali. Partecipano attivamente in concorsi nazionali ed internazionali, hanno proposto i loro progetti per diversi concorsi in Argentina e anche fuori i confini nazionali come ad esempio in Ungheria, Bolívia e Paraguay. Hanno concretizzato lavori in latitudini lontane come in Luanda, Angola, dove prevedono costruire una torre adibita ad uffici di 21.000 m².
Hanno vinto numerosi premi in concorsi pubblici e privati rilevanti: dal progetto preliminare per il Parco Pubblico e Palazzo della Giustizia di Comodoro Rivadavia (Provincia del Chubut) attualmente in costruzione, passando per il Polisportivo del “Club de Campo la Martona”, la sede per la “Subsecreteria de Turismo de Rawson (provincia de Chubut) e il Centro Culturale Universitario nella città di Cordoba tra i vari concorsi nei quali hanno ricevuto dei premi. I tre componente dello Studio KLM si sono laureati presso la Università di Buenos Aires (FADU/UBA) nell’anno 1995 e da allora continuano a collaborare. Nell’anno 2003-2004, Kelly e Lestard sono stati borsisti dell’Università di Navarra, Spagna per frequentare il MDA (Master in Disegno Architettonico) dove hanno ricevuto lezioni di professori come Rafael Moneo, Francisco Mangado y Zenghelis Gigantes tra gli altri. Maldonado ha collaborato in studi internazionali come HOK e Machado & Silvetti a Boston, USA.
I componente dello studio svolgono attività docente: attualmente Kelly è professore associato di Architettura 3 nella Università di Palermo (Buenos Aires), mentre Lestard e Maldonado si occupano della stessa materia nella Universitá di Buenos Aires FADU/UBA dal 1996.
Attualmente Maldonado sta dirigendo un Workshop di progetto, di durata bimestrale presso la Università Roger Williams a Bristol, USA.

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LATITUDINE 42/46 SUD. PROGETTANDO IL TERRITORIO DEL CHUBUT
Federico Kelly (KLM arquitectos)
Tutors: Alberto Collet, David Lopez Mastrangelo
Collaboratrice: Carmela Zuleta
Con la partecipazione di: Federico Borghini


Il Blog del laboratorio: 4246sud.wordpress.com

Il workshop Latitudine 42/46 Sud si propone di incontrare i limiti a Nord e Sud dei paralleli che delimitano un territorio tramite linee rette che corrono tra la Cordigliera delle Ande e L’Oceano Atlantico.
Questo costituisce una prima condizione chiara: l’esistenza di due bordi perfettamente definiti per condizioni naturali e la non esistenza di questo tipo di condizioni nei limiti Nord e Sud, essendo questi limiti di tipo artificiale.
Tale condizione corrisponde a dettami politico-amministrative e non a un cambio negli aspetti geografici, essendo questo territorio contenuto dentro una vasta e continua regione denominata Patagonia. È un territorio unico che si caratterizza per l’immensità, le grandi distanze tra le città, insieme alla bassa densità di popolazione, la solitudine, l’esistenza di un passato aborigeno, tracce di immigrati europei con condizioni climatiche estreme. La Patagonia è caratterizzata, soprattutto, da una grande varietà di condizioni geografiche e chiaramente definite in ognuna delle sue 4 comarche (regioni).

-Comarca de los Andes
-Comarca Central
-Comarca de la Meseta Central
-Comarca de la Costa

questo è lo stato dell’arte; obiettivo del WS è poter “costruire la distanza” (tramite una grande quantità di informazioni disponibili) di questo suggestivo territorio, premessa necessaria è capirlo, immaginarlo, definire delle condizioni proprie del luogo, per poter progettare.
Architettura e Paesaggio come un tutt’uno e non come sfondo e figura, dove entrambi stabiliscono relazioni di reciprocità permettendo la sua manipolazione, ma sempre preservando la essenza del luogo.
Lontani dall’adottare una attitudine passiva per lo stesso paesaggio, percepiamo il paesaggio come un materiale di progetto e non come una base sulla quale operare.
Il contrappunto tra costruito e naturale, e le sue potenzialità, è il principale interesse degli esercizi progettuali che si vogliono sviluppare durante il WS.

Obiettivi pedagogici
-Sviluppare la capacità critica dell’alunno.
– Incentivare ad adottare una attitudine propositiva e di azione di fronte a problemi specifici.
– Indagare gli interessi personali nei confronti dell’architettura.
– Attivare il lavoro di gruppo per potenziare la capacità produttiva.

Dinamiche del corso
Officina di lavoro: al laboratorio si parla “di lavoro” perché si utilizzeranno tutti gli strumenti e i materiali a disposizione. Il laboratorio è da considerarsi “aperto” perché gli alunni e la docenza commenteranno i progetti in fieri senza; si assegnerà un tutor a ciascun gruppo. Si proietteranno video che possano apportare maggiori dati al progetto (serie o documentari).

Diario di bordo: durante lo svolgimento del Workshop si costituirà uno spazio Web dove ogni gruppo potrà inserire giornalmente il materiale considerato di maggior interesse formando un foglio di viaggio.

Presentazioni: per finalizzare gli esercizi, ogni gruppo dovrà esporre gli stati di avanzamento del progetto, a scadenze programmate, in formato digitale (powerpoint, video, etc.) sopportato da una esposizione orale e accompagnato da un modello e una documentazione grafica. Alla fine di ogni giornata di lavoro si avrà un momento di bilancio del materiale prodotto con riflessioni sui prossimi obiettivi da raggiungere.

Esposizione finale
: parallelamente agli esercizi realizzati durante il workshop si ripenserà collegialmente alle modalità di esposizione finale.

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