MAFFIOLETTI/LENOCI

SERENA MAFFIOLETTI, SABINA LENOCI
Serena Maffioletti
Insegna Composizione architettonica e urbana nella laurea di Architettura per il Paesaggio: nei precedenti Workshop ha progettato con gli studenti attrezzature turistiche per l’oasi di Caroman nella laguna veneziana e con il paesaggista francese Bernard Lassus ha elaborato proposte di ridisegno di strade intese come figure del paesaggio veneto e ripensate come strumenti di fruizione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Nell’università e nella professione elabora progetti in ambiti di pregio paesaggistico, nel Veneto, in Italia e all’estero, interpretando il progetto architettonico e infrastrutturale come parte concorrente, con le figure naturali, alla costruzione dei paesaggi della contemporaneità.

Sabina Lenoci
Ha svolto un dottorato di ricerca in Urbanistica presso lo Iuav sul rapporto tra le discipline del progetto urbanistico ed ambientale e le esperienze di arte contemporanea.
Ha insegnato Urbanistica in varie Università italiane. Ha sempre cercato di legare strettamente esperienze di ricerca, didattiche e professionali, affrontando la messa a punto del progetto urbanistico contemporaneo anche come esito delle relazioni con altri saperi disciplinari. Di recente, in uno studio sul grande quartiere d’affari della Defense, commissionato dall’EPAD (Francia) ha affrontato il tema della riqualificazione e conversione urbana del quartiere, mentre, attualmente nel Piano per una nuova città di fondazione a Djamena, in Chad, coordina un gruppo di lavoro che studia la messa a punto di un sistema idraulico integrato a partire dalla razionalizzazione della risorsa idrica naturale e la predisposizione di semplici sistemi di raccolta delle acqua piovane.

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LA “VIGNA MURATA”: VIAGGIO NELL’ISOLA DEL LAZZARETTO NUOVO
Serena Maffioletti, Sabina Lenoci
Con: Giovanni Cecconi
Tutors: Marialuisa Dus, Claudio Mistura, Alice Pesce

Finalizzato ad elaborare progetti in un ambito sensibile e complesso come quello della laguna veneziana, il workshop introduce gli studenti al lavoro di gruppo: questo indirizzo comporta la presenza di più docenti e anticipa modalità delle esperienze progettuali contemporanee e la pluridisciplinarità dell’insegnamento: nello IUAV, gli specialismi della laurea magistrale.
Per sviluppare un progetto di valorizzazione della laguna veneziana e in particolare dell’isola
del Lazzaretto vecchio, il gruppo dei docenti è costituito da tre componenti disciplinari:
progettazione architettonica, urbanistica e ingegneria ambientale.
La laguna di Venezia è un orizzonte paesaggistico per una nuova qualità di vita. Come tutti i viaggiatori, gli scrittori, i pittori, noi architetti sentiamo la laguna come luogo di un equilibrio perfetto tra la natura e il lavoro dell’uomo, in cui l’architettura si sottrae ad ogni perentorietà per trovare misura tra luci, forme, colori e suoni in un mondo che cancella il limite: tra terra, acqua e cielo, tra presente a passato.
In questo paesaggio sfumato, unico sulla terra, l’uomo ha tracciato i propri segni con le scienze e le arti, nelle architetture degli eremi, dei monasteri, degli approdi, dei ricoveri per viaggiatori, studiosi, pellegrini, malati, nei tracciati idraulici per la difesa delle acque e delle terre emerse e nei presidi militari per la tutela dello Stato, componendo attraverso questa vasta unità un paesaggio culturale, fragile e complesso, da trasmettere al futuro attraverso la sua conoscenza e la sua continua riprogettazione.
Entro la laguna, i cui bordi sono stati segnati dalla Repubblica con le dighe di pietra d’Istria, si dispone una trama di microcosmi, episodi correlati di una storia che, antichissima, giunge fino a noi, salvata dal tempo lento della laguna. In questo isolario veneziano, ogni isola si svela come un capitolo della storia di Venezia e tra di esse, magnifico testimone, sta la “Vigna Murada”, l’isola in cui si concludevano i viaggi per mare, l’isola dell’approdo delle navi che solcavano il Mediterraneo portando ciò che fece grande Venezia: le mercanzie. All’isola del Lazzaretto Nuovo sostavano per la quarantena le persone nel lazzaretto scomparso e le merci nel cinquecentesco “tezon”, secondo per dimensioni solo alle Corderie dell’Arsenale, tutt’oggi maestoso tra le fabbriche dei corpi di guardia, racchiusi dalla cinta muraria che perimetra l’isola e dai cui rilevati si osservano le barene e i ghebi, la vegetazione e la fauna della Laguna nord.
Le grandi fabbriche della storia veneziana stanno in un’isola ora abbandonata, ma che si offre oggi come luogo in cui soggiornare per sperimentare insieme cultura e natura, scienza e arte, svago e riposo. Oggetto di numerose campagne di restauro, l’isola è oggi un luogo di promozione e divulgazione della cultura della costruzione veneziana, della sua architettura e del territorio lagunare.
Il workshop farà vivere agli studenti, con particolare attenzione a quelli stranieri, l’esperienza e la conoscenza della laguna e dell’isola attraverso viaggi in laguna e soggiorni nell’isola: questa prima fase del lavoro porterà, anche attraverso colloqui con studiosi e operatori, ad elaborare riflessioni sugli strumenti di salvaguardia della laguna, indagando usi e relazioni che oggi caratterizzano i luoghi e per i quali si prospetteranno nuove ipotesi. Si immagina di concludere questa prima fase con la descrizione e la proposta di modi di relazione e valorizzazione delle figure di questa parte della laguna, costruendo i nessi e gli strumenti per un attuale “isolario veneziano”.
La conoscenza dell’isola condurrà alla riflessione e all’elaborazione di ipotesi per la valorizzazione dei caratteri ambientali e paesaggistici degli spazi e degli elementi di questa porzione della laguna.
Collocata entro questa più vasta riflessione sulla salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente lagunare, la prefigurazione del futuro dell’isola della “Vigna murata” prevede che le sua storia, testimoniata dalle grandi fabbriche antiche, divenga attuale e fruibile, attraverso la progettazione di edifici destinati: all’approdo della nautica da diporto, a spazi per l’accoglienza, quali un ristorante e un piccolo albergo, ad un museo e centro studi della laguna, alla qualificazione e protezione degli spazi scoperti, sia interni alla cinta muraria sia esterni e connessi alla laguna, alla realizzazione di itinerari per la fruizione del paesaggio lagunare.

The main issue of the workshop is to design architecture within a sensible and complex environment such as the venetian Lagoon; it introduces students to work in groups, there will be several teachers and it will anticipate the contemporary design approach of a multidisciplinary teaching: at the Iuav, the specificity of the master degree.
The topic of the workshop is to develop a project of exploitation (and developing) regarding the venetian lagoon, particularly of the Lazzaretto Vecchio island. The teacher group is of three disciplinary member: design, town planning and environmental engineering.
The Lagoon is a landscape horizon for a better life. As travellers, writers, painters, also architects feel the lagoon as a perfect balance between nature and human being, where architecture gets out of peremptoriness looking for lights, colours and forms which fade out the limits amongst earth, water, sky, between present and past.
In this unique landscape, humankind traces its signs by science and art, in the hermitage architecture, in the monasteries, in the docks, in the shelters. It does it by mean of hydraulic plans to prevent water and by garrison to protect the State, composing through this wide unity a cultural landscape fragile and complex that we have to convey to the next generations by knowing it and by its continuos re-design.
The lagoon, which borders, decided by the Republic, are Istria’s stone dam, is a micro cosmos weft, linked episodes of an old history that come to us preserved by the lagoon slowness.
In this islands landscape, each island stands as a chapter of the history of Venice and amongst them, regarding witness, there is the “broadside vine”, island where the travel trough sea would end. Island where the ship form Mediterranean see would dock carrying goods that made great Venice. At the Lazzaretto Nuovo people had to stay for the quarantine in the vanished lazaretto, and goods where stocked at the XIV century “tezon”, second to the Corderie at the Arsenale, still magnificent between the guardhouses, contained with the boundary wall through which ruins one can see shoals, ghebi, and the Nord Lagoon landscape.
Great architecture of the history of Venice are in this abounded island, that is a place where to experiment both culture and nature, science and art, leisure and relax.
Restoring the island is due to promote and spread of venetian techniques’ tradition, of its architecture and of the lagoon landscape.
The workshop will guide students, especially the foreigners, to experience and meet the lagoon (by visiting) and the island (by staying). This first approach will led to explore tools for protecting the lagoon, by investigating uses and relations that characterise areas for which it is asked a design. We’ll meet researches and inside operators. This first step will end by a description, hypothesis of relationships and of improvement of the observed figures in order to update the links and tool of a new islands map.
A wider design approach, careful at the lagoon system as at the cultural and heritage landscape will deal with the possible future of the “broadside vine”.
Kowing the island means preserving it, the second issue of the workshop is to design architecture for little ships dock, for welcoming, a little restaurant, a tiny hotel, a museum and a study centre.
It is required attention for the indoor as for the outdoor spaces, both within and out side the masonry wall. The design will include all the possible links to the explore the lagoon landscape.

Area di progetto

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