CHUN/LONGHI

CHUN JINYOUNG, DAVIDE LONGHI
Chun Jinyoung (Seoul, 1960) è professore di progettazione presso la Myongji University in Seoul, Corea; è coordinatore dell’accordo bilaterale tra lo Iuav di Venezia e la sua Università a Seul.
Dopo essersi laureato presso la Hanyang University comincia la carriera professionale collaborando con SAC International Architects, uno studio impegnato in progetti internazionali. Si trasferisce in Libia, impegnato in alcuni progetti, per poi decidere di studiare in Italia per approfondire le sue conoscenze di progettazione architettonica e urbana in contesti storici. Ha studiato presso l’Università romana “La sapienza”, laureandosi con il prof. Panella.
Nel 1998, CHUN Jinyoung ritorna in Corea ed entra come socio nello studio SAC International Architects fino al 2001, anno in cui diviene professore presso la Myongji University. Il suo impegno didattico e di ricerca è maggiormente rivolto verso l’interpretazione delle diversità culturali nelle città storiche in trasformazione attraverso progetti di architettura collocati in società dinamiche contemporanee.
Davide Longhi vive e lavora a Padova dove ha fondato nel 1999, Patchwork studiArchitettura, contenitore poliedrico di studi e progetti. Il maggiore dei suoi filoni di ricerca è dedicato alla genesi e alle trasformazioni degli spazi pubblici e della pianificazione di area vasta. Negli anni segue numerosi progetti urbani e urbanistici nel Veneto lavorando dal 2006 alla redazione del PTRC del Veneto come consulente scientifico generale curando particolarmente il Progetto di Piano, la cartografia e la comunicazione. Ha tenuto seminari, conferenze e workshop in molte università: Sydney (Sydney University e University of Technology di Sydney), Seoul (Myongji University), Pechino (Tsinghua University), Bruxelles (Institut Supérieur d’Architecture St-Luc), Nancy (Ecole de Architecture), XXV e XXVI ILAUD (International Laboratory of Architecture and Urban Design). Docente all’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Strasbourg nel 2005/2006. Dal 2001 insegna progettazione urbanistica all’Università IUAV di Venezia nella Facoltà di Architettura. Negli ultimi anni si sta occupando delle trasformazioni delle metropoli asiatiche, studiando soprattutto il caso coreano.
Franco Mancuso, architetto, è nato a Venezia, dove vive e lavora. E’ docente di progettazione urbanistica presso l’Università Iuav, e insegna al Master in Conservazione, Gestione e Valorizzazione del Patrimonio Industriale e all’EMU, European Master on Urbanism. Ha tenuto seminari e conferenze in diverse università e istituzioni, in Europa e altri paesi. Svolge la propria attività professionale, indirizzata prevalentemente alla progettazione architettonica ed urbanistica, nello studio associato Mancuso e Serena.
Si occupa in particolare di ricerca e progettazione sui temi del recupero, e sulla riqualificazione dello spazio pubblico. A Venezia ha realizzato il nuovo padiglione della Corea ai Giardini della Biennale (in collaborazione con l’architetto Seok Chul Kim), e il recupero dell’ex Convento di San Lorenzo a Castello e dell’ex Istituto S.Giovanni alla Giudecca, entrambi destinati a residenza per anziani. A Palmanova ha realizzato la riqualificazione di Piazza Grande.
E’ stato responsabile scientifico del progetto comunitario “Squares of Europe, Squares for Europe”, curandone recentemente la mostra ed il volume. Le sue opere hanno ricevuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali (Premio Nazionale TERCAS Architettura, 1990; Premio Nazionale INARC, 1992; International Award Architecture in Stone, 2002; Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana, progetto finalista, Triennale di Milano, 2003; Premio Nazionale Gubbio, 2003; Premio Luigi Piccinato, 2007; Premio TDA per il restauro dell’architettura, 2008).

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METROPOLI ASIATICHE IN COSTRUZIONE. LA CITTA’ “VELOCE” COREANA
Chun Jinyoung, Davide Longhi
Responsabile scientifio: Franco Mancuso

L’obiettivo del workshop internazionale Italia/Corea è individuare alcune caratteristiche capaci di definire la “qualità del progetto” nelle città asiatiche “veloci” ad alta densità. Si vuole proporre una indagine progettuale sulle tendenze contemporanee nei modelli di “città veloce” in un’area tra le più dinamiche del mondo
I risultati attesi sono l’individuazione di possibili soluzioni progettuali alle dinamiche urbane in atto, per valorizzare la “qualità del progetto” della “città veloce”.
Nel panorama asiatico spicca tra tutte la risposta urbana che la Corea ha dato alla emergenza abitativa che, abbandonando i sistemi urbani tradizionali e successivamente i modelli architettonici giapponesi, ha subito un completo travaso della popolazione dall’agricoltura all’industria con il conseguente movimento migratorio paragonabile solo a quello della Cina. Le politiche industriali nazionali hanno sostituito quelle per la casa, affidando la soluzione del problema abitativo alle grandi imprese nazionali e solo in parte all’intervento pubblico, con il risultato di una notevole standardizzazione del nuovo patrimonio immobiliare nazionale, ma apportando anche una notevole efficacia in termini di risposta alla domanda crescente di alloggi a Seoul.
Si possono individuare, in particolare per lo sviluppo di Seoul, tre scenari sui quali si muovono le ipotesi di progetto: densificazione della campagna con nuove residenze; inserimento di nuove strutture funzionali per assolvere alle carenze della città contemporanea; rielaborazioni formali dei paesaggi urbani con profonde ristrutturazioni della città.
Il workshop tratterà progetti di nuove generazioni di città, in modo particolare della relazione tra l’abitare e lo spazio pubblico nelle new town, città costituite prevalentemente da edifici a torre di 25 piani organizzate come grandi dormitori senza funzioni altre rispetto alla residenza.
In particolare il workshop tenterà di dare una risposta alle seguenti questioni relative alla creazione della complessità urbana:
la sequenza e la gerarchia urbana interpretando gli spazi pubblici storici tra case murate e strade commerciali;
percorsi di quartiere e percorsi cittadini: limiti e contatti;
progetto delle mete urbane: ingressi, parcheggi, soglie di quartiere;
limiti spaziali: interfaccia morfologico-funzionale a terra;
progetto dell’uso: la rielaborazione degli spazi semiprivati-semipubblici;
porosità dei fronti e progetto funzionale dell’attacco a terra delle torri residenziali;
parcheggi collettivi e stazioni di interscambio;
articolazione degli spazi verdi ricreativi;
superamento della cesura con la campagna circostante e il recupero delle radici culturali territoriali e delle tracce di antropizzazione rurale.

Il workshop internazionale vedrà la presenza di docenti e studenti della Myongji University di Seoul.

3 risposte a "CHUN/LONGHI"

  1. Questo è il blog del workshop e non la segreteria didattica! Pertanto le risposte che cerca le deve porre in altra sede.

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