PURINI/THERMES

FRANCO PURINI, LAURA THERMES
L’attività didattica di Franco Purini, professore ordinario dal 1981 e attualmente docente alla Facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma, si è svolta dal 1977 nell’insegnamento del Disegno e della Composizione Architettonica e Urbana in diverse università italiane e straniere. Dal 1985 è professore onorario del C.A.Y.C. (Centro de Arte e Comunicaciòn) di Buenos Aires, dal 1989 membro dell’Accademia Nazionale di San Luca e dal 2000 dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Nel 1983 ha ricevuto la Targa d’Argento dell’Unione Italiana per il Disegno (U.I.D.), nel 1984 il Premio dell’Associazione Critici d’Arte Argentini, nel 1985 il Leone di Pietra della Biennale di Venezia, nel 2003 il Premio Grotta di Tiberio per l’architettura, nel 2008 a Napoli il Premio Sebetia per l’architettura. Attraverso i suoi numerosi scritti e i suoi disegni, che lo collocano fra i maggiori protagonisti della cosiddetta architettura disegnata, ha notevolmente influenzato l’ambiente internazionale sviluppando con chiarezza esemplare le questioni teoriche e figurative del dibattito disciplinare.
Laura Thermes, dopo aver insegnato a Roma, dal 1989 è professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. Dal 1999 è coordinatore del Dottorato di Progettazione Architettonica e Urbana Il progetto dell’esistente e la città meridionale da lei stessa istituito. Ha tenuto numerosi corsi come visiting professor presso Facoltà di Architettura nord-americane e in Mozambico e nel 2002 è stata invitata a partecipare al Convegno Internazionale Itinerante per la Fondazione dell’Università Cattolica di Lima. Dal 2002 è responsabile scientifico dei Laboratori Internazionali di Architettura – LidA -, che si svolgono ogni anno in un centro urbano del Meridione in stretto rapporto con le amministrazioni locali fornendo contributi progettuali su specifiche problematiche. Oltre che nella progettazione architettonica urbana e in quella della ricerca compositiva Laura Thermes è attiva nel campo della teoria e si è occupata, a partire dal suo trasferimento universitario a Reggio Calabria, delle problematiche delle città meridionali. Dal 2009 è Accademico di San Luca.
Nel 1966 Franco Purini e Laura Thermes hanno aperto uno studio a Roma dando origine a un lungo e produttivo sodalizio segnato da un’intensa attività progettuale fortemente votata alla sperimentalità sui temi del progetto in rapporto alla rappresentazione, alla città e al paesaggio. Il loro lavoro è stato oggetto recentemente delle seguenti monografie:
Maurizio Oddo, Purini/Thermes, Edizioni Edilstampa, Roma 2009.
Maurizio Oddo, Franco Purini e Laura Thermes. Architetture siciliane, Gangemi Editore, Roma 2008.
“Anfione e Zeto”, n 21, dicembre 2008, pp. 11-170. Numero monografico su Franco Purini e Laura Thermes, Complesso parrocchiale di San Giovanni Battista a Lecce.
“Architetture e città del 3° Millennio”, n. 1/2009, Numero monografico con testi di Ottavio Amaro, Lina Malfona, Giancarlo Priori.


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UN PADIGLIONE SULLA SCALINATA
Franco Purini, Laura Thermes
Tutors: Fabrizia Berlingeri, Francesco Menegatti, Francesco Messina, Dina Nencini, Stefano Tornieri

Nel 1911, in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, Roma ospitò l’Esposizione Universale, che si svolse sui due lati del Tevere all’inizio dell’ansa che caratterizza il fiume in corrispondenza del tratto allora suburbano della via Flaminia. Sulla riva sinistra fu costruito, attorno a piazza Mazzini realizzata per l’occasione,un vasto quartiere costituito da edifici prevalentemente a corte, destinati a ospitare la borghesia amministrativa che si era formata da qualche anno nella capitale. L’area sulla riva destra, situata all’altezza della Villa Giulia, disegnata dal Vignola per Papa Paolo III, accolse una serie di padiglioni stranieri oltre alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Alcuni di questi manufatti, come la Scuola Britannica di Edwin Lutyens, furono conservati; altri vennero demoliti, come il Padiglione Austriaco di Joseph Hoffman; altri vennero aggiunti negli anni successivi. Tra questi c’è da ricordare il rosso volume di Enrico Del Debbio, il primo edificio italiano pensato e costruito per essere una Facoltà di Architettura. Con il 1911 Valle Giulia divenne così un luogo delle arti e delle scienze, un ambiente paesisticamente prestigioso, raccolto e silenzioso, ornato da una ricca vegetazione sulla quale svettano maestosi pini mediterranei. Una scalinata monumentale, dedicata a Bruno Zevi, ornata da due grandi fontane, unisce la quota del Giardino del Lago di Villa Borghese con quella della Valle Giulia. Essa fronteggia la Galleria Nazionale di Arte Moderna dinamizzandone con la sua diagonale la staticità. Il tema che si propone per il workshop consiste nel progettare un grande padiglione sul sedime della scalea, da adibire a centro di festeggiamenti per il centenario dell’Unità d’Italia, predisponendo al contempo un’altra serie di interventi effimeri lungo il fondovalle, liberato dal traffico per tutta la durata delle manifestazioni. Gli studenti dovranno anche disegnare un percorso tematico tra i vari edifici. L’anno prossimo i progetti del workshop saranno esposti nella Facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma e in quella di Reggio Calabria.

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