SECCHI

BERNARDO SECCHI
E’ professore ordinario di Urbanistica all’Università Iuav di Venezia. Ha insegnato alla Facoltà di Economia di Ancona e alla Facoltà di Architettura di Milano, della quale è stato preside dal 1976 al 1982. Più recentemente ha tenuto seminari e corsi presso molte facoltà straniere (Ecole d’Architecture di Ginevra, Politecnico Federale di Zurigo, Università di Lovanio, Institut d’Urbanisme di Parigi).
Nel frattempo partecipa alla redazione del nuovo Piano Regolatore Generale di Madrid, studia i piani di Jesi (1984-87), Siena (1986-90), Abano (1991-92) e il Piano Particolareggiato per il Centro Storico di Ascoli Piceno (1989-93); lavora con Paola Viganò dal 1990 e studia i Piani Territoriali per La Spezia e la Val di Magra (1989-93), per il centro storico di Tirano, per la Provincia di Pescara, il nuovo Piano di Bergamo, di Prato, di Brescia, di Pesaro, di Narni, e per la zona del Salento (Provincia di Lecce).
Progetta quartieri di edilizia pubblica compreso il Piano dell’Edilizia Economica e Popolare di Vicenza, è incaricato dello studio del recupero dell’area industriale Sécheron a Ginevra (1989), di uno studio per il Piano di Rovereto (1992), progetta il Piano di Recupero di un piccolo centro vicino a Prato (Garduna-Jolo, 1988-92), lo studio per il Piano Particolareggiato dell’area IP a La Spezia; progetta un parcheggio-parco nell’area di Porta Torricella ad Ascoli Piceno.
Ha vinto (1990) il concorso per la progettazione di Hoog Kortrijk (Belgio) cui era stato invitato insieme ad altri urbanisti ed architetti europei; ha studiato il piano della città di Kortrijk (1991) e sviluppato i progetti della Grande Place e del nuovo Cimitero della stessa città. Ancora con Paola Viganò si è occupato della progettazione degli spazi pubblici lungo il fiume Dijle in Mechelon (2001-Belgio) ed ha vinto nel 2002 il concorso per un nuovo progetto per Hoge Rielen (Belgio). Ha partecipato come planning consultant e vinto il concorso Ecopolis per il progetto di una città nuova in Ucraina (gruppo diretto da Vittorio Gregotti, 1993). Ha vinto, in collaborazione, il concorso “Roma città sul Tevere” (1993), progetto per la sistemazione del lungo-fiume. Con altri ha vinto il concorso per il progetto della zona aeroportuale di Genova (1996).Dal 1996 è “urbaniste conseil” per “Estabilissement public Euromediterranée” per la progettazione delle aree centrali e del porto di Marsiglia. E’ stato consulente dell’ Autorità Portuale genovese per il piano generale del porto.
Fa parte del gruppo fondatore e di redazione della rivista Archivio di Studi Urbani e Regionali. Dal 1982 collabora continuativamente con Casabella. Dal 1984 al 1991 è stato direttore della rivista Urbanistica.
Ha organizzato numerosi concorsi di progettazione tra i quali “Progetto Bicocca” a Milano; e ha fatto parte di numerose Giurie per concorsi di architettura e urbanistica (Milano: Bicocca, Anversa: Staad aan de Stroom, Bologna: stazione centrale, Como: arca Ticosa, Roma: Borghetto Flaminio, Ginevra: Palazzo delle Nazioni, Lione: Grand Prix de formation, etc.).

Bernardo Secchi
est professeur des universités en urbanisme, jusqu’au 1984 dans l’Ecole d’Architecture du Polytechnique de Milan, où il est doyen de 1976 à 1982; à partir de 1984 à l’Ecole d’Architecture de l’Université Iuav de Venise. Il a enseigné à l’Ecole d’Architecture de Genève (Eaug) et il a donné des cours à Leuven, au Polytechnique de Zurich (ETH), à l’Institut d’Urbanisme de Paris, à l’Ecole d’Architecture de Bretagne (Rennes). Il dirige le Doctorat en Urbanisme de l’Université Iuav de Venise. En 2008 il a été Mellon Senior fellow au Centre Canadien d’Architecture, Montréal,
Il a participé à la rédaction du nouveau plan pour la ville de Madrid (1984) et a rédigé en Italie les plans de Jesi (1988), Siena (1990), Bergamo (1994), Prato (1996), Brescia (1998), Pesaro (1999), le plan du centre historique de Ascoli Piceno (1993), des régions de Pescara et de La Spezia.
Lauréat en 1990 au concours pour l’aménagement de la partie sud de la ville de Kortrijk (Belgique), il a travaillé en 1991 au plan de Kortrijk et aux projets de la Grande Place et du nouveau Cimetière qui ont été réalisés en 1999. Il a participé en tant que consultant pour l’urbanisme et gagné le concours Ecopolis (projet d’une ville nouvelle en Ucraine-groupe dirigé par Vittorio Gregotti). Il a gagné, en collaboration, le concours “Roma città del Tevere”, projet pour le réaménagement des berges de la fleuve. Lauréat, avec des confrères, au concours pour l’aménagement du “Rectangle d’or” (de la zone aéroportuaire de Genève) il a développé un projet pour la zone transfrontalière franco-genève-vaudoise. Plus récemment (2003) il a gagné le concours pour Ville Port à Saint Nazaire et le concours pour le projet de la Courrouze à Rennes, le concours pour le projet du parc urbain Spoornoord à Anvers, le concours pour la place des Théatres dans la même ville et le concours pour le Plan Structure de la même ville (terminé 2005). Il a gagné aussi le concours pour le site ferroviaire Schaarbeek à Bruxelles et a été choisi pour le projet du Grand Paris.
Grand Prix d’Urbanisme en 2004 il a reçu le doctorat honoris causa de l’Université Mendès France de Grenoble la même année.
Il fait partie du groupe fondateur et de la rédaction de “Archivio di studi Urbani e Regionali”; à partir de 1982 il a fait partie de la rédaction de ”Casabella” où il a écrit avec continuité jusqu’au 1997; de 1984 à 1990 il a dirigé “Urbanistica”. Il a organisé de nombreux concours pour des projets urbains parmi lesquels ”Progetto Bicocca” à Milan et “Edifici mondo: concorso per il recupero del centro antico di Salerno” et il a fait partie de nombreux jurys de concours (Bicocca-Milano; Staad aan de Stroom- Antwerpen; Bologna: la gare centrale; Palais des Nations-Genève; Grand Prix d’urbanisme-Paris; Concours pour la nouvelle Marie-Nice; etc.).

Oeuvres principales:
Analisi economica dei problemi territoriali, Giuffré, Milano, 1965.
Analisi delle strutture territoriali, Franco Angeli, Milano, 1965.
Squilibri regionali e sviluppo economico, Marsilio, Venezia, 1974.
Il racconto urbanistico, Einaudi, Torino, 1984.
Un progetto per l’urbanistica, Einaudi, Torino 1989.
La prima lezione di urbanistica, Laterza, Roma, 2000 (traduit fr. Parenthèse).
La città del ventesimo secolo, Laterza, Roma, 2005 (traduit fr. Editions Recherches).


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ATTRAVERSARE LE SCALE: PROGETTI PER LA CITTA’ DIFFUSA
Bernardo Secchi
Tutors: Caterina Pregazzi, Andrea Petrecca
collaboratrice: Corinna Nicosia

Background
Venti anni fa è iniziata allo Iuav una estesa serie di ricerche relative ad un fenomeno del quale si era da poco presa completa consapevolezza: il formarsi cioè, in vaste regioni europee ed in particolare nel Veneto, di una nuova “forma di città” cui è stato dato il nome di “città diffusa”.
Negli anni ’90 Francesco Indovina prima, Stefano Boeri, Arturo Lanzani e Edoardo Marini poi descrivono le modifiche della struttura e dell’immagine del Veneto e del territorio metropolitano milanese prodotte dagli intensi fenomeni di decentramento produttivo, di dispersione delle attività e della popolazione dei due decenni precedenti (Indovina, 1990; Boeri, Lanzani, Marini, 1993); Stefano Munarin e Chiara Tosi analizzano in dettaglio storia e caratteri della dispersione nel Veneto, una delle regioni italiane che, a partire dagli anni ’70, è all’origine dello studio dei nuovi caratteri del fenomeno urbano (Munarin, Tosi, 2001); Paola Viganò analizza storia, caratteri ed opportunità offerte dalla dispersione nel Salento, regione dell’estremo Sud dell’Italia, per la costruzione di una nuova forma di spazio abitabile, di una nuova modernità (Viganò, 2001). Xaveer de Geyter mette a confronto la dispersione urbana in diverse aree europee (de Geyter, 2002); Thomas Sieverts interpreta il territorio tedesco come costituito in buona parte da una regione metropolitana estesa e priva di un centro chiaramente percepibile (Sieverts, 2003); Robert Bruegmann ricostruisce la storia dello sprawl negli Stati Uniti e delle critiche che in diverse ondate l’hanno investito (Bruegmann, 2005); Bernardo Secchi ricostruisce una prima storia di lungo periodo della dispersione in Europa (Secchi, 1998, 2003, 2005).
Ciò che queste ricerche cercavano di mettere in luce era che le forme insediative che si stavano producendo, nel Veneto come altrove, non potevano essere interpretate come una “periferie” e neppure come “campagna urbanizzata”. Anche termini coniati per altri contesti come ad esempio sprawl non riuscivano a descrivere il fenomeno. Questo appariva come l’esito, contemporaneamente, di processi sociali, economici e di costruzione della città sino ad allora poco studiati perlomeno in modi intensivi. Il che dava luogo ad una serie di malintesi spesso veicolati, come trent’anni prima per le periferie, da termini che esprimevano nei suoi confronti giudizi fortemente negativi.
La città diffusa appariva invece ad alcuni gruppi di ricerca come una situazione ricca di problemi, ma anche di opportunità. Alla Biennale di Venezia del 2008 gli studenti del Dottorato di ricerca in Urbanistica dello Iuav mostravano come il territorio veneto nella lunga durata fosse stato costruito dall’acqua e come la gestione delle acque abbia di continuo dato luogo ad opere che hanno costruito il supporto degli insediamenti.
Il gruppo di ricerca Water and Asphalt (Viganò, Secchi, Fabian, Pellegrini) analizzava i rischi cui il territorio era soggetto ed i temi che lo stesso offriva al progetto territoriale alle diverse scale. Lo stesso gruppo di ricerca, insieme ad altri, in occasione del Prin Infrastrutture per la mobilità e costruzione del territorio metropolitano:linee guida per il progetto integrato collegava questi temi ai problemi della mobilità mettendo in luce come questi non potessero essere risolti ponendo attenzione unicamente alle grandi infrastrutture stradali e ferroviarie, ma dovessero coinvolgere anche, se non soprattutto, la rete capillare che irriga in modo “isotropico”, come la rete dai canali, delle canalette e delle scoline, il territorio veneto.
Gli studenti dell’ European Master in Urbanism studiavano, nel 2009-2010, un insieme di scenari che prendevano una distanza critica dall’idea comune secondo la quale la città diffusa debba obbligatoriamente risolvere i propri problemi della mobilità delle persone e del trasporto delle merci mediante infrastrutture stradali. Infine, nel 2010 il workshop internazionale Estreme Cities (Viganò, Fabian) studiava come il territorio della città diffusa avrebbe potuto confrontarsi, per resistenza e/o per resilienza, con il cambiamento climatico e le sue conseguenze estreme.
Queste ricerche hanno messo a disposizione un insieme di riflessioni, di analisi, di ipotesi interpretative e progettuali che possono ora dar luogo ad una serie di progetti alle diverse scale che investano, nella sua totalità, la città diffusa.

Le sfide
Un’ambizione di questo genere deve confrontarsi con una serie di occasioni progettuali locali, spesso molto minute e specifiche, ma deve anche accettare di confrontarsi con temi di scala vasta quali quelli appunto proposti dal cambiamento climatico, dalle nuove tendenze all’urbanizzazione e dalle modifiche nella struttura demografica dei diversi territori che le stesse comportano, dalla probabile ristrutturazione produttiva delle stesse aree, dalle nuove concezioni della mobilità: in altri termini deve accettare di confrontarsi con la “nuova questione urbana”.
In Europa possono essere riconosciute diverse “forme di città”: dalla città antica non toccata in misura rilevante dagli impetuosi processi di urbanizzazione della seconda metà del ventesimo secolo; alla grande metropoli compatta meta, nello stesso periodo, di intensi flussi migratori, alla “città diffusa”. Ognuna di queste città dovrà affrontare tre principali questioni attinenti l’ambiente, la convivenza di gruppi sociali differenti per storia, cultura e livelli di reddito, la mobilità delle persone e delle merci. Ognuna di queste forme di città potrà e dovrà però risolverli diversamente proprio perché costituita di materiali differenti differentemente composti. Il Workshop si propone di indagare le possibilità e le opportunità che si offrono in un particolare contesto di città diffusa.
Non si tratta di predisporre un piano, quanto, a partire da alcuni scenari studiati negli anni scorsi e da una presa di distanza critica nei confronti di alcuni luoghi comuni e di alcuni progetti e processi che investono ora la città diffusa, di studiare come una serie numerosa di progetti puntuali od a scala più vasta possano essere portati ad essere tra loro coerenti costruendo una ragionevole visione del futuro che mobiliti i diversi attori e ne guidi l’intervento nei diversi campi (dell’edificazione, della dotazione infrastrutturale, della dotazione di servizi, di aree boscate, di zone umide, etc.)

Programma
Il Workshop si svolgerà nel periodo fissato dalla facoltà tra la fine di giugno e le prime due settimane di luglio. Ogni giornata sarà dedicata al lavoro in aula. Alle h.17 di ogni giorno una lezione od una riunione collettiva cercherà di chiarire i principali temi emersi durante il lavoro di gruppo fornendo allo stesso il necessario retroterra teorico ed i necessari confronti con altre esperienze. Gli studenti saranno invitati a formare piccoli gruppi di lavoro ed a definire progressivamente il proprio tema, più che area o luogo, di progetto.

Docenti ed i tutors
Svolgeranno lezioni durante il Workshop Paola Viganò, Chiara Tosi, Stefano Munarin, Lorenzo Fabian e, naturalmente, Bernardo Secchi. Saranno tutors del workshop Caterina Pregazzi e Andrea Petrecca; assistente al workshop Corinna Nicosia.

Organizzazione
Agli studenti sarà fornita una serie di testi di riferimento in forma di bibliografia essenziale od in formato digitale qualora si tratti di articoli; un insieme di carte in formato GIS di supporto ed un insieme di elaborazioni cartografiche prodotte in passato dai gruppi di ricerca ricordati all’inizio.
Al termine di ogni settimana gli studenti dovranno presentare e discutere con i docenti lo stato di avanzamento dei loro lavori. Al termine del Workshop sarà organizzata, come di solito, una mostra ed una pubblicazione dei lavori prodotti durante il Workshop.

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4 thoughts on “SECCHI

  1. Un saluto affettuoso al prof. Secchi da un suo vecchio studente laureatosi su Patrick Abercrombie e l’urbanistica inglese. Un incoraggiamento e un augurio alla sua giovanissima collaboratrice, figlia e futura speranza di Mongibello.

  2. Salve a tutti,
    vorrei fare i miei complimenti e un augurio ad Andrea Petrecca. Saprà dare il suo valido contributo al Workshop di Bernardo Secchi

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