TORRICELLI

ANGELO TORRICELLI
E’ professore ordinario di Composizione architettonica e preside della Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano. Fa parte del collegio docenti del Dottorato di ricerca in Composizione architettonica. Ha insegnato inoltre alle Facoltà di Architettura di Palermo e di Venezia e in diversi Master e Seminari internazionali di progettazione.
Autore di progetti per concorsi e incarichi pubblici, ha ricevuto riconoscimenti e premi per l’attività progettuale. Tra i progetti a scala urbana si citano quelli per l’area Garibaldi-Repubblica a Milano, la zona degli impianti militari di Baggio, l’Eco Centre di Ispra, il Piano regolatore generale e il quartiere S. Samuele a Cerignola. Tra le opere realizzate, il Parco Lodi a Settimo Milanese, gli alloggi di edilizia sovvenzionata a Legnano e a Cerignola, gli stabilimenti Campari di Bussolengo, Cinisello Balsamo e Osimo, la sala consiliare e la piazza pubblica di Villa Marazzi a Cesano Boscone, le scuole di Lumezzane e di Cesano Boscone, il plesso scolastico di Villa Ducale e il Centro di quartiere a Cerignola, le ville a Vanzago e a Varazze. Di recente ha ottenuto la menzione speciale della giuria nel concorso internazionale di progettazione “Darsena” a Milano, ha vinto il concorso a inviti per la nuova Chiesa in località Tre Ronchetti a Milano, i concorsi per un Plesso scolastico a Monteleone di Puglia, per il Centro di quartiere e per la Piazza del Duomo a Cerignola. Ha esposto un progetto per Bari Punta Perotti alla X Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
Opere, progetti e lavori didattici, pubblicati su libri e riviste specializzate italiane e straniere, hanno ottenuto riconoscimenti e premi, tra cui l’XI Compasso d’Oro 1979, la selezione dell’IN/Arch nell’ambito della “Rassegna critica delle opere di architettura in Lombardia” 1983, la menzione speciale al “Marble Architectural Awards Italy 1988”, la selezione per la Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia 2006. Sono stati esposti in mostre e convegni; tra i più recenti: Periferie e nuove urbanità, Triennale di Milano, 2003; Memoria e immanenza dell’antico nel progetto urbano, Facoltà di Architettura di Porto, 2003; Identità dell’architettura italiana, Facoltà di Architettura di Firenze dal 2003, Arquitectura Contemporánea en el Patrimonio Histórico, Granada 2009; Il dettaglio, Facoltà di Architettura Civile, Milano 2009; Equìvivere/per un’architettura sostenibile, Palazzo Pretorio, Cittadella 2010.
Nella ricerca affianca lo studio della città e dei monumenti, a quello sull’opera, le teorie e le poetiche di architetti moderni.
Ha collaborato con numerose riviste internazionali ed ha pubblicato libri e saggi. Vengono di seguito indicati i principali testi sul rapporto tra antico e nuovo in architettura: “Non per altro si restaura che per apprendervi”: l’antico nella città e nelle tradizioni del moderno, in Aa.Vv., Attuale proprietà dell’antico, Clup, Milano 1990; Il Castello a mare di Palermo, Flaccovio, Palermo 1993; Memoria e immanenza dell’antico nel progetto urbano, in Aa.Vv., Archeologia urbana e progetto di architettura, Roma 2002; Archeologia, città, museo. Atene come inizio, in: L. Ferro, Studi e progetti per Atene archeologica, Araba Fenice, Cuneo 2007; Profondità archeologica, immaginazione progettuale, in Aa.Vv., Aufklärung e Grand Tour, Maggioli, Santarcangelo di Romagna 2008; L. Ferro e C. Pallini, Città di frontiera. Alessandria tra Oriente e Occidente, in Alessandria d’Egitto oltre il mito, Araba Fenice, Cuneo 2009; Il Museo e la Passeggiata archeologica di Milano, in Aa.Vv., Archeologia e architettura. Tutela e valorizzazione. Progetti in aree antiche e medievali, a cura di G. Ciotta, Aiòn, Firenze 2009.

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L’ANTICO COME PRINCIPIO DI NUOVA ARCHITETTURA. VOLUME 2
Angelo Torricelli
Tutors: Matteo Foresti, Gianluca Sortino, Valerio Tolve

La caduta in rovina, severa e del tutto immaginata, di un nota fabbrica veneziana è l’occasione che ispira l’esercizio di composizione proposto agli studenti: il progetto di uno spazio espositivo, in parte al chiuso in parte en plein air, per narrare le vicende dell’edificio perduto.
Il tema è la sistemazione di un’area archeologica virtuale e di un brano di città nel cuore di Venezia, per restituire vigore e ordine all’antico e nuove possibilità di forma e di senso; un luogo ritrovato per la città e un’ipotesi di continuazione nel tempo di un’architettura ormai ridotta a rudere.
Pochi i resti: piccole porzioni dei corpi di fabbrica, qualche setto murario, le tracce di fondazione, alcune strutture di sostegno e le connessioni con gli edifici all’intorno.
Un palinsesto di frammenti e mutilazioni che incitano a nuove scritture, non necessariamente però a nuove completezze o perfezioni.
L’antico dunque come principio di nuova architettura. Con duplice valenza e significato.
Per un verso l’esperienza concreta dell’architettura nel tempo, il suo costruirsi e ricostruirsi continuamente su se stessa. Specie nei centri storici, l’architettura, come la città, è fatta di stratificazioni e trasformazioni, riutilizzando edifici preesistenti o loro parti piuttosto che distruggendo. Quel rinnovare conservando (e viceversa) che confida nel medesimo approccio al nuovo e all’esistente e nella necessità del progetto per recuperare l’antico, riconoscendo l’attualità dei suoi valori immutabili.
Per altro verso l’antico come architettura senza tempo, la cui lezione è scritta in poche forme, idee e tecniche che si rivelano nel corso della storia. Il progetto, allora, non inventa l’assolutamente nuovo ma costruisce concatenazioni con altri progetti, opere e riferimenti, fino a tracciare una sintesi interpretativa.

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