DEL BO

ADALBERTO DEL BO
(Milano, 1948), laureato in Architettura nel 1973 presso il Politecnico di Milano è dal 1974 iscritto all’Ordine degli Architetti di Milano di cui è stato consigliere dal 1986 al 2009.
Ha insegnato Composizione Architettonica presso le Facoltà di Architettura di Pescara e di Venezia. Attualmente è professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano dove insegna Progettazione Architettonica.
È membro del Collegio del Dottorato in Composizione Architettonica della Facoltà di Architettura Civile dove dirige un Seminario di progettazione e dove tiene un corso nel Master “Aspetti e tecnologie strutturali in architettura” in collaborazione con la Scuola Fratelli Pesenti del Politecnico di Milano.
E’ stato membro del Consiglio di Amministrazione dello stesso Politecnico ed è attualmente membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Politecnico di Milano e membro della giunta del Dipartimento di Progettazione dell’Architettura.
Svolge attività didattica e di ricerca nel campo della Composizione con attenzione ai temi dell’analisi urbana, della progettazione urbana e dell’energia, argomenti sui quali ha pubblicato diversi saggi. Nel 2008 una tesi di laurea di progettazione urbana ha vinto il secondo premio al concorso studentesco internazionale “Present architecture’s challenge”.
Ha partecipato a giurie di concorsi di architettura nazionali e internazionali.
I progetti e le realizzazioni sono state esposte in diverse mostre in Italia e all’estero e sono pubblicate su riviste nazionali e internazionali.
Tra i progetti si segnalano: Le Piazze di Palmanova (III Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia), Il nuovo mercato a Porta Ticinese, il Progetto per Rogoredo e San Donato (XIX Triennale di Milano), la sistemazione dell’area centrale di San Donato Milanese, il concorso per il nuovo Osservatorio astronomico e nuovi insediamenti universitari di Chimica e Astronomia di Bologna, la mostra “Progetti per il Nord Ticino”(Triennale di Milano), il concorso per un nuovo insediamento universitario a Lucera (progetto vincitore).
Tra le realizzazioni si segnalano il Cimitero Parco di Novate Milanese e gli edifici universitari di Chieti, esperienza raccolta nella pubblicazione Il Campus Universitario di Chieti, Electa, Milano, 1997. Il Campus è stato selezionato per la Mostra itinerante “Dal Futurismo al futuro possibile nell’architettura italiana contemporanea” (Tokio, Kobe, Kuala Lumpur, Bruxelles, Istanbul, Palermo). Al Centro Universitario Sportivo del Campus è stato assegnato il “Premio Europeo di Architettura per gli impianti sportivi 1996”.
Nel 2010 ha promosso una mostra sull’insediamento di Lafayette Park a Detroit, ora esposta presso la TU di Delft.


LA FORMA DELL’INSEDIAMENTO
AREA DELL’EX SEMINARIO DI SELVAZZANO

ADALBERTO DEL BO
Tutor: Francesco Bruno, Maria Vittoria Cardinale, Stefano Perego
Collaboratore: Giampaolo Turini

L’area dell’ex Seminario di Selvazzano, per dimensione e collocazione nell’area padovana, risulta adatta per sperimentazioni sul tema della forma dell’insediamento, argomento centrale dimenticato ormai da lungo tempo nel corso del quale l’attenzione è stata rivolta all’albero e non alla foresta; in questo modo si è favorito l’accomodante disordine della città speculativo/quantitativa dedicando maggiore attenzione all’edificio singolo piuttosto che alla città nel suo insieme e dimenticando che le dehors est toujours un dedans.

Interessante è anche la presenza nell’area dell’ex Seminario di costruzioni esistenti di rilevante dimensione sul destino delle quali occorre prendere decisioni in vista di una riorganizzazione del luogo e, quindi, dell’intera Selvazzano: conservare o demolire e nel caso quanto e come?
Sono domande che la città futura porrà sempre più spesso all’architettura e alle quali bisogna saper rispondere attraverso l’esercizio critico del progetto.

Nell’area dell’ex Seminario è anche rilevante la presenza della campagna e del fiume, significativi elementi di una natura con la quale bisogna riuscire a costruire relazioni sempre più convincenti, nella consapevolezza del positivo legame ormai stabilmente posto tra l’abitare e la condizione naturale.
A questo proposito, nel workshop verrà posta particolare attenzione alle questioni tecniche dell’architettura, ovvero agli aspetti delle tecniche compositive, attraverso la discussione di casi (contemporanei e del passato) capaci di porsi come esemplari rispetto ai diversi temi che verranno presi in considerazione.

Tra questi, tutti interni al lavoro compositivo, saranno presenti i temi connessi all’energia, nella consapevolezza che oggi è indispensabile riservare attenzione alla ricerca di forme e tecniche che, in continuità con l’esperienza storica, siano anche in grado di garantire un basso consumo di energia. Sempre più, infatti, appare evidente la dimensione dei cambiamenti posti dal nuovo millennio e la necessità di porsi in modo responsabile e storicamente consapevole di fronte ad essi per introdurre elementi di razionalizzazione ed affinamenti capaci di contenere sensibilmente l’uso delle risorse impiegate, visto che variazioni un tempo giudicate irrilevanti possono oggi avere conseguenze significative in termini di spreco di suolo, di risorse, di costi e di aggravamento della condizione climatica.

Alla fase analitica iniziale saranno affiancate lezioni e discussioni con anche l’apporto di contributi esterni. Le tecniche di lavoro prevedono l’impiego di collages e la realizzazione di modelli alle varie scale.

2 thoughts on “DEL BO

    • La prima settimana prevede alcune lezioni introduttive di carattere teorico-pratico, discussioni sui temi posti dalla ridefinizione dell’area di Selvazzano Dentro, visita dell’area e della città di Padova, primi schizzi e divisione in gruppi che verrà realizzata progressivamente e rapidamente in modo da produrre da venerdì 1 luglio la definizione delle scelte generali di impianto, degli elementi di riferimento e le scelte su traffico, destinazioni, densità, tipi edilizi, ecc.).

      La seconda settimana i gruppi di lavoro si dedicheranno all’approfondimento progettuale delle diverse ipotesi attraverso gli strumenti di disegno e studio scelti. Eventuali ulteriori lezioni illustrative su materiali ed esperienze verranno decise nel corso del lavoro.

      La terza settimana è dedicata ai disegni finali e alla costruzione dei modelli.

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