FICARELLI

LOREDANA FICARELLI
Dopo la laurea in Architettura, a Pescara con la tesi: “Città di mare” Progetto di una parte urbana e un parco a Pescara nel 1982, ha svolto il suo apprendistato presso la Facoltà di Architettura di Pescara, e dal 1994 svolge attività di ricerca e didattica nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. Partecipa a numerosi progetti e concorsi di architettura nazionali e internazionali. Dottore di ricerca dal 1994 in Composizione Architettonica, conseguito presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, già ricercatore universitario confermato, è professore Associato dal 2003.
L’attività di ricerca scientifica si riferisce a titoli, qualifiche, partecipazione a conferenze, a convegni, a seminari, alle pubblicazioni, alle ricerche universitarie svolte istituzionalmente nella Facoltà di Architettura di Bari (fondi MIUR, CNR).
L’attività di ricerca e didattica è svolta presso la facoltà di architettura del Politecnico di Bari.
Gli interessi sono principalmente rivolti allo studio dei principi teorici e delle tecniche costruttive dell’architettura riferiti allo studio della “dimensione” dello spazio domestico, attraverso le esperienze svolte sulla casa unifamiliare, e lo studio della città, attraverso lo studio dello spazio urbano. Le tematiche teoriche e progettuali affrontate sono così sintetizzate: Il tema dell’organismo architettonico, nelle azioni del comporre, dell’abitare e del costruire, svolto principalmente nell’ambito dei Laboratori di progettazione architettonica I, ed il tema del progetto urbano svolto nell’ambito dei Laboratori di progettazione II e dei laboratori di Laurea che sviluppano tematiche legate all’organismo urbano.
L’attività di ricerca progettuale fa riferimento alle principali occasioni concorsuali e a ricerca applicata. Dal 1983 svolge attività di progettazione autonoma. La ricerca progettuale è riferita prevalentemente alla partecipazione a concorsi di architettura. Gli interessi prevalenti sono orientati verso gli aspetti teorici e sperimentali della progettazione architettonica, alla scala territoriale, della città e del manufatto edilizio.
Ha partecipato a numerosi concorsi di architettura nazionali e internazionali. Tra i più recenti si segnalano: concorso per la sistemazione dell’area di Punta Perotti a Bari nell’ambito della selezione per la Mostra Internazionale di Architettura – Città di Pietra – Biennale di Venezia 2006; concorso europeo per al progettazione e riqualificazione di via Sparano e degli spazi pubblici del Borgo Murattiano di Bari; Concorso Internazionale di progettazione “Museo Archeologico Provinciale” Monastero di Santa Scolastica a Bari.
Ha partecipato a Mostre ed Esposizioni, tra cui: nel 1980 ha esposto alla XIV Triennale di Milano, nel 1991 vince il Premio Cosenza per il progetto di una casa unifamiliare a Barialto; nel 1985 e nel 2006 alla Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia con un progetto per la Rocca di Noale (1985) e la per la sistemazione dell’area di Punta Perotti a Bari, Città di Pietra (2006)
Le pubblicazioni, apparse su libri, cataloghi specializzati e riviste del settore, hanno documentato l’attività di progettazione. Si segnalano alcune pubblicazioni apparse su Controspazio, Area, Casabella, sui cataloghi della Triennale di Milano e della Biennale di Venezia, Aion.


VINIGO: ARCHITETTURA CONTEMPORANEA ALPINA
(NUOVA EDIFICAZIONE E/O RIEDIFICAZIONE)

LOREDANA FICARELLI
Tutor: Graziella Fittipaldi, Francesco Scricco

Sapere
Lezioni che attengono alle problematiche relative alla nozione di progettazione e di composizione definiscono il primo momento di riflessione teorica sul rapporto tra forma, struttura e tecnica costruttiva.

Saper fare
Le esercitazioni tratteranno delle conoscenze delle “regole dell’arte”: da un lato l’individuazione dei caratteri comuni ad edifici classificabili e comprensibili sotto l’aspetto tipologico e morfologico; dall’altro una pratica della progettazione architettonica consapevole del suo essere realtà costruita, artefatto, attraverso l’uso corretto delle tecniche, dei materiali, delle norme.

Programma
1. Finalità
Uno dei primi obiettivi è quello di fornire agli studenti gli strumenti teorici e pratici per affrontare la progettazione di un semplice organismo architettonico.
La ricerca:il progetto di architettura è conoscenza. Conoscenza della storia e della realtà che trasforma. Se non si possiedono gli strumenti per leggere la storia e la realtà (fisica e culturale) non si può aspirare alla generalità e si rischia il particolarismo.
La casa, una casa, la propria casa. In certi spazi è bello dormire. In un altro è bello mangiare o stare in compagnia. Gli spazi di servizio e gli spazi liberi si combinano con il giardino o la strada su cui sono posti… È questa qualità che è più vicina all’Architettura. Non produce spazi piccoli per piccole persone, gli spazi trascendono la funzione. La casa è una forma, dovrebbe risiedere nella mente senza una dimensione, senza un aspetto specifico. Una casa è una interpretazione incondizionata di spazi (Louis I. Kahn).
Il principale obiettivo dell’esercitazione è quello di consentire la verifica delle capacità dello studente di interpretare e restituire una condizione spaziale, attraverso semplici operazioni di disegno.
Si intende trasmettere da una parte i procedimenti logico-formali come base della progettazione architettonica, e dall’altra i principi e le norme fondamentali per il mestiere di architetto. Tutto ciò fa riferimento all’idea del progetto come momento conoscitivo prima che operativo.
Il progetto è inteso come sintesi di un processo di conoscenza, patrimonio che va valutato sulla base dei principi dell’analisi, della valutazione storica delle forme, del superamento del significato simbolico dell’architettura e della funzione.

2. Articolazione del workshop
Il workshop di progettazione si articola attraverso comunicazioni teoriche/metodologiche e le esercitazioni si concentreranno sullo studio degli elementi della “casa” alpina esaminati attraverso le logiche tettonica, formali e distributive.
La conoscenza di questi elementi verrà raggiunta, in una serie di fasi distinte, partendo dalla descrizione di esempi significativi, si arriverà all’individuazione dei temi compositivi e quindi alla definizione progettuale.

3. Tema progettuale

Il tema progettuale riferito all’architettura “contemporanea posto all’interno di un contesto particolarmente significativo come quello montano, così singolare dal punto di vista paesaggistico ed ambientale e non di meno sotto il profilo della tradizione costruttiva, è sempre stato un argomento fra i più frequentati e stimolanti del dibattito architettonico contemporaneo”
Il tema progettuale è inteso quindi come pretesto per affrontarle problematiche legate più in generale all’architettura. La casa ripete la struttura fondamentale dell’architettura, il pavimento e la terra, il soffitto e il cielo, le mura sono il contorno dell’orizzonte.
La casa come organismo architettonico inteso sotto l’aspetto dell’unità e sintesi delle componenti, la forma, la distribuzione, la struttura, le leggibilità.
È propria dell’architettura alpina l’arditezza costruttiva, che si dimostra frequentemente come condizione di fondo per una spinta progettuale ancorata a fattori produttivi e turistici a loro volta legati agli inarrestabili processi di modernizzazione; molte architetture sono divenute esemplari di un certo modo di intendere il progetto in montagna.

4. Calendario delle attività del workshop
Il corso è articolato in quattro fasi principali.

Prima fase (27-28-29-30 giugno).
La prima fase prevede lezioni ed esercitazioni che riguardano l’apprendimento, gli strumenti, i metodi. Il rilievo e il ridisegno di una serie di esempi è uno dei primi momenti della conoscenza. Questo procedimento logico e razionale produrrà un “repertorio” sul quale sarà possibile procedere ad una analisi comparata delle parti e degli elementi che costituirà la base per l’aggiornamento tipo/morfologico della casa alpina.
L’esercitazione prevede semplici operazioni successive, che consentiranno di comprendere ed esaminare lo spazio in termini astratti e concettuali.
Gli strumenti tecnici utilizzati saranno il disegno e la modellazione CAD.
Gli aspetti fondamentali che guideranno questa prima fase sono schematicamente i
seguenti:
– aspetti compositivi e tipologici: analisi degli elementi principali e delle regole
compositive (tracciati regolatori, individuazione di moduli, ecc.)
– caratteri distributivi: schemi distributivi con l’indicazione delle diverse
destinazioni d’uso degli spazi progettati, la loro posizione, le principali relazioni
funzionali, le gerarchie tra spazi.
– caratteri costruttivi: elementi portanti, elementi portati, elementi di
tamponamento, schemi generali che esemplifichino le logiche tettoniche,
strutturali complessive, i materiali fondamentali.

Seconda fase (1-2-4 luglio).
La seconda fase definisce il programma progettuale a partire dai ragionamenti indotti
dall’analisi. Si costituirà un abaco relativo alle seguenti condizioni:
– allo spazio: forma e funzione (piante e sezioni) misure, proporzioni, rapporti
numerici, partiture;
– alle parti: rappresentazione classica delle 3 stratificazioni: basamento (l’attacco a
terra), elevazione (corpo), coronamento (l’attacco al cielo), elementi di transizione
(nodi tettonici);
– agli elementi logico/formali: accessi, bucature, aggetti, tetti, solai, scale, camini;
– tecnici: materiali, sistemi costruttivi; tecnica e forma.

Terza fase (5-6-7-8-9 luglio).
La terza fase è interamente dedicata all’aggiornamento e al progetto di una nuova
“casa” “Alpina” che, attraverso un approccio multidisciplinare, preveda:
– aggiornamento tipo-morfologico: inserendosi nel processo di trasformazione e
rifunzionalizzazione che ha prodotto il passaggio dagli usi connessi alla produzione
agricola ed all’allevamento a quelli residenziali, ci si propone l’obbiettivo di
elaborare nuovi modelli tipologici per la casa (casa mono e plurifamiliare, casa a
schiera, casa collettiva);
– aggiornamento costruttivo: recupero delle tecniche costruttive tradizionali
(blockbau/strickbau, a traliccio, in muratura), conciliandole con l’introduzione di
nuovi materiali, in particolare nell’ottica dell’
– adeguamento ai principi della efficienza energetica e bioclimatica, perseguendo
l’obbiettivo della casa a bassa emissione ed energeticamente autosufficiente.

Quarta fase (11-12-13-14 luglio).
La mostra dei progetti, organizzata nell’ambito del workshop costituisce un momento
di confronto e verifica collettivo.
La mostra sarà composta di elaborati grafici (cartacei), plastici di studio e modelli cad.
La mostra dovrà consentire una lettura dei procedimenti adottati e sarà dunque divisa
in tre sezioni la prima con la rappresentazione degli esempi, la seconda mostrerà la
comparazione degli esempi e la terza i progetti/prototipi.

Calendario delle Lezioni e delle esercitazioni
28 giugno:
Analiticità dell’architettura: la dimensione conoscitiva. Introduzione alle tematiche della progettazione: classificazione di segni, vocabolario figurativo, elementi codificabili, elementi costanti. Sintassi architettonica.
(prof. Loredana Ficarelli)

29 giugno:
Il concetto di tipologia architettonica: tipo spaziale e modello, il tipo come sintesi formale, strutturale e funzionale. Analisi di organismi architettonici.
Valore conoscitivo del ridisegno di architetture a configurazione spaziale diversa
(dott. Scricco-Fittipaldi)

30 giugno
Sopralluogo e rilievo (dott. Scricco-Fittipaldi)

1 luglio:
Le parti dell’architettura nella casa alpina. Intorno all’idea di luogo: il luogo non preesiste alla casa – Architettura e tradizione
Rapporto con il suolo: il basamento – rapporto con il cielo: il tetto.
(dott. Scricco-Fittipaldi)

4-5-6-7-8 luglio
Il disegno come strumento di conoscenza.
attività di laboratorio in aula: disegno/ridisegno/modellazione
(dott. Scricco-Fittipaldi)

12 luglio
Lezione, contributo esterno: Tecnica forma e tradizione (prof. Vitangelo Ardito)

9-11-12-13-14 luglio
Progetto e stesura tavole mostra
(proff. Ficarelli, Ardito, dott. Scricco-Fittipaldi)

Strumenti per l’esercitazione e abilità necessarie (e che si apprenderanno):
– Conoscenza dei sistemi di modellazione: la modellazione solida tridimensionale consente l’approfondimento di due nodi critici della esperienza: il modello infografico di una parte degli esempi restituisce la visione unitaria e sintetica e permette l’individuazione dei principi compositivi generatori di quello spazio, inoltre la modellazione solida delle singole architetture introduce l’analisi del registro compositivo della parti e degli spazi interni ed esterni dell’organismo architettonico.
– Conoscenza dei metodi di rilevamento: con realizzazioni di eidotipi, schizzi, restituzione in scala.

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