GALANTINO

MAURO GALANTINO
(Bari,1953) vive e lavora a Milano (info@galantinostudio.eu), si laurea a Firenze in composizione nel 1979, dove lavora con Francesco Barbagli.
Si trasferisce a Parigi con una borsa di studio dal 1981 al 1983. In questo periodo alterna lo studio dei fenomeni urbani della recente pianificazione francese alla collaborazione con gli studi Piano, Chemetov-Devillers per la redazione di concorsi. In occasione del progetto per il bicentenario della rivoluzione francese entra in contatto con Vittorio Gregotti e si trasferisce a Milano, dove collabora con il suo studio dal 1983 al 1987. Nello stesso anno apre un proprio studio professionale e inizia l’attività d’insegnamento presso la scuola di architettura di Ginevra, dove lavora fino al 1994. Da quella data ha insegnato come professore invitato all’università di Girona, alla facoltà di architettura di Strasburgo, di Paris Belleville, al Politecnico di Losanna e, attualmente, è professore associato allo IUAV di Venezia. Ha partecipato a numerosi concorsi internazionali ottenendo riconoscimenti per le sedi del parlamento a Berlino e Vienna, a Firenze, dove ha realizzato un Europan 2 e a Milano, dove ha costruito una chiesa. Ha realizzato alcuni centri scolastici, ad Arezzo, San Giovanni Valdarno e Arcore. Ha in costruzione alcuni concorsi vinti: la cattedrale vicaria di Modena per la Cei, il quartiere di Sanpolino a Brescia di iniziativa pubblica.
A Parigi ha in corso di realizzazione la Chiesa Des Lilas, frutto di un concorso, a Milano la sede di Costacurta profilati, a Montebelluna un centro scolastico.
A Firenze sta realizzando un lotto nel piano dell’Immobiliare Novoli e a Venezia il parco di ingresso alla città.
Ha partecipato, ottenendo riconoscimenti, ai concorsi per il Modam e il lotto di case popolari in via Civitavecchia a Milano, il Memoriale della deportazione di Rivesaltes.
Ha pubblicato alcuni saggi critici su Ciriani, Gregotti, Michelucci e Braillard, un saggio sullo sviluppo urbano di Bath nel XVIII secolo, una monografia dedicata al Museo di Struthof di P.L. Faloci. Una monografia sull’opera di Mauro Galantino, curata da Silvia Milesi, è stata pubblicata per i tipi Electa, Documenti di architettura, nel 2010.


DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DEL PADIGLIONE ITALIA AI GIARDINI DELLA BIENNALE DI VENEZIA

MAURO GALANTINO
Tutor: Alberto Giovanni Altini, Silvia Bertolone, Giancarlo Uliana

Presentazione della consistenza dei luoghi e dei manufatti attraverso una proiezione di documenti cartografici e di foto da parte del gruppo docente.
Verifica sul posto della documentazione fornita e campagna di schizzi, foto, schemi da parte dei gruppi di lavoro
Ritorno in sede e studio del programma quantitativo-qualitativo redatto dal corpo docente
Discussione
Impostazione della strategia di progetto di gruppo
consistenza della demolizione
consistenza dei possibili recuperi
Costruzione del modello d’insieme del sedime dei Giardini e dell’attacco a terra dei padiglioni in scala 1:200
Impostazione del progetto dei singoli gruppi
tracciato e strategia insediativa
figura tridimensionale guida (giacitura-altezza-relazioni-connessioni)
Struttura dello spazio maggiore come sistema di percorsi principali
definizione preliminare delle tecniche costruttive
Critica
Sviluppo del progetto
Modello concettuale di intenzioni
Modello fisico di 4 sezioni significative
Schizzi di studio di pianta e sezione
Critica
Prima stesura compiuta
elaborati grafici in scala 1:200
modello di studio
Critica
Seconda stesura compiuta
elaborati grafici scala 1:200
aggiornamento del modello di studio
Stesura finale
elaborati grafici
viste prospettiche contestualizzate
piccolo filmato in S.U.
modello definitivo da giustapporre al modello di studio e al primo modello concettuale
Critica finale, con la partecipazione di personalità esterne (arte – architettura – cinema)

Il centro di interesse del progetto riguarda il nuovo dimensionamento del “padiglione”.
Attualmente sono presenti circa 6000 mq di spazi espositivi.
Il progetto deve realizzarne 8000, con l’attenzione di aumentare lo spazio aperto interno allo spazio espositivo, quindi lavorando per scavo e superposizione.
Una parte, a scelta del progettista di questa superficie, deve essere realizzata con una soluzione galleggiante e trasportabile via acqua all’interno della Laguna in modo da poterla “attraccare” in diversi punti del bacino veneziano.
La dimensione e la forma di questo “testimone” della Biennale deve essere capace di allestire eventi ed esposizioni attinenti a tutta le attività dell’Istituzione, sia cinematografiche, che architettoniche che artistiche e musicali.
Le specificità sarà comunque allestitiva-convegnistica.
La forma e il senso di questa “costola” deve ritrovarsi, per “assenza” nell’impianto realizzato ai giardini.
Il senso dell’operazione si completa, con la scelta del laboratorio di una serie di attracchi, localizzati nelle aree proposte dalla Facoltà alla Regione, realizzando un complemento ai progetti che su queste aree saranno redatti da altri gruppi.
Tra le aree saranno privilegiate quelle connesse al bacino lagunare e dotate di una possibile interfaccia con la Laguna.

Sistema espositivo

Non sarà accettato un sistema espositivo tipo “contenitore indistinto o infinito”.
Gli studenti dovranno riflettere sulle dimensioni minime e massime dei format espositivi, degli strumenti in uso e futuri di allestimento ed esposizione, dovranno, con qualche rischio e qualche forzatura, decidere una definizione di spazi conformi al corretto svolgimento di eventi per la conoscenza, dei quali ipotizzare la controforma fisica: tettonica e spaziale.
La soglia minima e massima di un’esposizione, la natura dei materiali esposti, la luce naturale (o la sua assenza puntuale) il criterio di percorso, le proposte relative ai diversi tipi di percezione dei materiali, i diversi tipi di rapporto tra soggetto e opera (o sua rappresentazione) il carattere solitario o collettivo della precezione-conoscenza, saranno i temi culturali di guida seguiti e proposti dagli studenti.
Ogni tendenza a sostituire con la macchina espositiva l’evento esposto sarà vivamente criticato.
Ogni delega alla sola astanza degli elementi esibiti del rapporto spazio-oggetto penalizzando il carattere architettonico degli elementi dell’edificio sarà altrettanto rifiutato.

Costruzione, tra tettonica e spazio conforme
Nostro compito sarà di stabilire i principi e la forma (indicibile a parole) dello spazio di “accoglienza” dei futuri eventi.
Lo spazio accogliente, che si struttura per essere abitato da alcuni incontri (e non disponibile a tutto) in questo caso con le esposizioni, deve riconoscere in esse altrettante effimere costruzioni di senso tra prossimità di soggetti. Questa consapevoleza di doversi costruire come spazio “ordinatore” di eventi “variabili” traccia una direzione nella pertinenza costruttiva attraverso pochi passaggi che definiscono il progetto:
a- La grande forma,
Scelta strategica che anticipa il perché del proprio essere in relazione alla storia dell’architettura, del luogo, del programma
La sua verifica preliminare rispetto ai due elementi finali
La sua rettifica costante rispetto al primo elemento
b- Gli elementi della grande forma
Limiti e contatti
Percorso interno
Dimensione e concatenazione dei suoi luoghi interni
c- Verifica degli elementi
Capacità di variazione nei limiti e contatti
Tenuta del percorso interno a tali variazioni
Tenuta e modificabilità della dimensione e concatenamento dei suoi luoghi interni

Preesistenze
Del grande complesso chiediamo che vengano salvati il grande invaso voltato e la corte parzialmente coperta, realizzati da due grandi architetti.

Luogo
I Giardini della Biennale scontano una logica “padronale” del padiglione Italia dalle origini,
Riportare il Padiglione alla sua natura etimologica, trasformarlo in una parte dei Giardini, di configurarlo come l’ultima porzione urbana prima del parco e dentro il parco, sono alcuni dei temi di riflessione, di orientamento del progetto. Da essi il carattere dello spazio verde, la sua relazione con i limiti e i bordi, la sua connessione con l’acqua varieranno. Non ci interessa dare una soluzione o un indirizzo univoco a questa ricerca. Importante è che vada in parallelo a tutto il progetto.

5 thoughts on “GALANTINO

  1. buongiorno,
    sono MATTEO ZUPPI 268826
    vorrei partecipare a questo workshop anche se non mi è stato concesso dallo SPIN.
    come devo procedere?

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