MARINI

SARA MARINI
Architetto, dottore di ricerca, è ricercatrice in Composizione Architettonica e Urbana (ICAR/14) presso l’Università Iuav di Venezia (dal 2010), dove insegna nella Facoltà di Architettura e nella Facoltà di Pianificazione. Ha tenuto corsi anche nella Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno dell’Università degli Studi di Camerino e nella Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Trieste. Si occupa prevalentemente di progettazione architettonica e urbana e di teorie della progettazione contemporanea.
Ha sviluppato, presso lo Iuav, le ricerche “Città ideali del XXI secolo”, “Palinsesti: architetture e paesaggi della stratificazione”, “Il progetto di paesaggio per i luoghi rifiutati” approfondendo in particolare il rapporto scarto/progetto. Dal 2010 è responsabile di progetto per la consulenza Iuav alla redazione del Piano di Assetto del Territorio di Legnago (VR). Nel 2008 ha vinto la borsa di ricerca “Research in Paris” indetta dalla Ville de Paris, ed è stata ospite per dieci mesi del laboratorio AMP Architecture, Milieux, Paysage de l’ENSA de Paris la Villette dove ha affrontato il tema dell’arcipelago urbano; nello stesso anno partecipa alla Segunda Bienal de Canarias Arquitectura, Arte y Paysaje con la sezione tematica “Parasite architecture. The intrusion as a model of urban growth”. Ha sviluppato ricerche e consulenze per enti e fondazioni su temi quali: lo spazio pubblico (per il Comune di Venezia, 2003), il rapporto museo-città (per la DARC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 2007), l’architettura del ‘900 in Italia e il riutilizzo di strutture esistenti (per la Fondazione MAXXI, 2010, 2011).
Ha pubblicato recentemente Marini S., Nuove terre. Architetture e paesaggi dello scarto, Quodlibet 2010; Marini S., Barbiani C. (a cura di), Il palinsesto paesaggio e la cultura progettuale, Quodlibet 2010; Marini S., Grattacieli farebbero paesaggio… se fossero così, in Bertagna A. (a cura di), Paesaggi fatti ad arte, Quodlibet 2010; Marini S., Architettura parassita. Strategie di riciclaggio per la città, Quodlibet 2008.


IL DESTINO DEL CAPANNONE

SARA MARINI
Tutor: Giovanni Carli, Filippo Farronato, Riccardo Miotto, Venetia Nikitea, Sissi Roselli

Riusciranno un giorno i gusci abbandonati delle fabbriche (…) a catturare l’immaginazione dei turisti come le rovine romane?
(Kevin Lynch)

Il workshop è strutturato a sviluppare un ragionamento sul rapporto progetto/tempo: si vuole verificare quale ruolo assume oggi la dismissione nel disegno dei territori e nei destini che li attendono.
La fine dell’uso per il quale l’architettura è stata progettata, la definizione di nuove modalità di occupazione, le ragioni di possibili strategie di trasformazione del volume esistente, il dialogo tra costruito e spazio aperto verranno letti alla luce dell’effettiva necessità e capacità della città di mantenere gli spazi ereditati da un passato recente.

Luogo
L’ex-Elba di Bassano del Grappa (dimensioni dell’ambito 30.000 mq) è un’area di proprietà privata, ex industria metalmeccanica oggi dismessa, posizionata nella zona ovest della città, ai margini del tessuto urbano consolidato, lungo la direttrice per Marostica-Vicenza.
Gli strumenti urbanistici prevedono che questo luogo diventi la nuova porta ovest della città caratterizzata da un mix funzionale: attività produttive, uffici, spazi per mostre e attività commerciali, depositi, magazzini, servizi. Gli stessi strumenti chiedono una riqualificazione degli spazi aperti.
(Per conoscere l’ex-fabbrica si consiglia di visitare l’interpretazione fotografica di Sergio Sartori all’indirizzo http://www.sergiosartori.com/ex%20elba/index.htm)

Metodo
Il workshop è articolato in tre fasi: la prima dedicata alla comprensione delle ragioni dell’abbandono, alla natura del luogo e delle sue possibili nuove vocazioni; la seconda alla definizione delle strategie progettuali di riutilizzo del capannone e della sua area di pertinenza; la terza all’allestimento e alla restituzione del percorso.
Attraverso le voci di alcuni ospiti si cercherà di articolare la discussione su: nuove declinazioni dei luoghi del lavoro, progettare con il tempo, strategie di riciclaggio per l’architettura e per la città.

Le ragioni dell’abbandono
Lo stato di abbandono del capannone verrà rilevato e mappato alla luce della sua condizione di inutilità e del dibattito che si sta consolidando in questi anni sugli spazi dell’abbandono. Si valuterà la possibilità che il capannone si presenti sulla scena contemporanea come nuova rovina da fotografare così come chiedeva Kevin Lynch, piuttosto che rappresentare un punto di incontro di nuove comunità. Il sopralluogo sarà occasione di confronto non solo con l’oggetto dismesso e le sue relazioni urbane ma anche per raccogliere la visione che di questo ha la cittadinanza. L’osservazione delle tendenze economico produttive del nord est ed il confronto con l’amministrazione saranno volte a definire le nuove energie che potrebbero rioccupare lo spazio.

Le ragioni del progetto
In base agli assunti precedentemente rilevati verranno definite le possibili strategie di trasformazione. Riciclaggio, infill, sottrazione di parti del volume, riappropriazione di spazio da parte della vegetazione, costruzione di nuovi manufatti sono alcuni dei possibili atteggiamenti che verranno valutati anche nella loro possibile compresenza a definire il nuovo sistema. Le attività verranno suddivise tra permanenti e temporanee e i diversi approcci dovranno produrre diagrammi di occupazione su scala temporale.

Nuove scene
L’abbandono verrà raccontato come scena del presente, posta al margine dell’allestimento per lasciare spazio alle ragioni del progetto; le proposte verranno sviluppate prevalentemente attraverso plastici. I materiali di lavoro prodotti verranno raccolti e restituiti in un giornale le cui copie, oltre a far parte dell’allestimento finale, verranno distribuite alla popolazione di Bassano del Grappa e ai suoi amministratori.

Bibliografia di riferimento
Baudrillard, J., La società dei consumi: i suoi miti e le sue strutture, Il Mulino, Bologna 1976.
Bois, Y.-A., Krauss, R., L’informe. Istruzioni per l’uso, Bruno Mondadori, Milano 2003
Bourriaud, N., Postproduction, Postmediabooks, Milano 2004.
De Certeau, M., L’invenzione del quotidiano, Lavoro, Roma 2001.
Desvigne, M., Natures intermediaries, Birkhäuser, Basel 2009.
Dorfles, G., Elogio della disarmonia, Garzanti, Milano 1986.
Foster, H., Il ritorno del reale, Postmediabooks, Milano 2006.
Herzog & de Meuron, Natural History, Canadian Centre for Architecture – Lars Müller Publishers, Baden 2002.
Lynch, K., Deperire. Rifiuti e spreco nella vita di uomini e città, Cuen, Napoli 1992
Pierantoni, R., Verità a bassissima definizione. Critica e percezione del quotidiano, Einaudi, Torino 1998.

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3 thoughts on “MARINI

  1. Salve professoressa,
    mi chiamo Alberto Giacomin e frequento il secondo anno.
    Le scrivo perchè per la scelta dei workshop avevo sperato di partecipare al suo lavoro che ritengo molto interessante e stimolante ma purtroppo non sono stato assegnato secondo la preferenza scelta. Conosco Bassano del Grappa molto bene e scontrandomi ogni giorno con problemi legati al disuso e all’ abbandono di edifici, spazi, ambienti, un problema che affligge larga parte del territorio veneto, mi piacerebbe lavorare su questo tema.
    Infine ugualmente stimolante sarebbe la pubblicazione dei lavori sui giornali, distribuiti poi nel Bassanese. Gradirei sapere se è possibile partecipare comunque al suo WS, dal momento che ho saputo che vi è permesso accettare l’8% in più dei partecipanti al corso.
    La ringrazio, cordialmente,
    Alberto Giacomin

    • Gentile Alberto, certo è possibile, integrerò la lista degli iscritti fino al limite stabilito dall’organizzazione. Grazie per aver esposto le sue motivazioni. Cordiali saluti. SM

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