BRAGHIERI

GIANNI BRAGHIERI
(Villa d’Adda, 1945) dal 1987 è professore ordinario di Architettura e composizione architettonica alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo. Nel 1991 si trasferisce al Politecnico di Milano e nel 1996 alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna. Nel 1987 e nel 1993 è Visiting Professor all’Ècole Polytecnique Fédérale de Lausanne; nel 1990 e nel 1993 alla Syracuse University of Florence; nel 1996-1997 alla Princeton University. Nel 1999 fonda a Cesena la nuova Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” dell’ateneo di Bologna, di cui è stato preside fino al 2005. La sua attività di progettista inizia nel 1971 vincendo il concorso per il nuovo cimitero di Modena con Aldo Rossi, con il quale intraprende una lunga collaborazione fino al 1986. In questi anni numerosi sono i progetti e le realizzazioni tra cui: la casa a Borgoticino (1973), la casa dello studente di Trieste (1974), il palazzo della Regione di Trieste (1974), la casa dello studente di Chieti (1975), il Centro direzionale di Firenze (1977), il centro a Perugia (1982/86), la casa nel Tiergarten a Berlino (1983/86), la casa di abitazione in Kochstrasse a Berlino (1983/88), la casa Aurora a Torino (1984/87), il Centro Torri a Parma (1985/88), le case di via Zoagli a Milano (1985/91). Tra i progetti elaborati autonomamente si ricordano la stazione S. Cristoforo a Milano e il depuratore di Milano-Nosedo. Ha esposto i suoi lavori alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano. Nel 2007 una monografia sulla sua attività progettuale e di ricerca diventa occasione per numerose esposizioni personali a Ravenna, Napoli, Palermo, Cesena, Firenze e al Museo nazionale di Villa Pisani a Stra (Venezia).

L’ARCHITETTURA DELLA RAPPRESENTAZIONE
Venezia, San Francesco della Vigna (ex gasometri)

GIANNI BRAGHIERI
Tutor: Christian Casadei, Martina D’alessandro
Collaboratori: Alberto Franchini

L’area si connota per le sue molteplici valenze monumentali e per le sue diverse costruzioni nel tempo che hanno generato un mixing eccezionale tra architettura della storia e nobile architettura industriale nell’area di Castello a diretto contatto a nord della laguna.
Il tema di progetto, proprio per le valenze architettoniche dell’esistente e la sua posizione in rapporto diretto con la laguna, avrà come elemento fondativo la ricerca di una positiva integrazione delle diverse costruzioni.
Integrazione non pensata come completamento della fabbrica del Sansovino ma invece come contrapposizione degli elementi per esaltare le specifiche valenze che ogni singola fabbrica restituisce al sestiere di Castello e quindi alla città di Venezia.
E’ proprio nella contrapposizione degli elementi e nel fronteggiarsi di architetture così diverse nel tempo, nella funzione originaria e nella loro singola valenza storica, che pensiamo di lavorare sull’area con un tema che è proprio della città di Venezia: l’Architettura della Rappresentazione.
Venezia è una città che proprio per le sue contraddizioni costruite nel tempo si rappresenta come elemento eccezionale nella storia urbana. Ciò che sembra nella quotidianità dello sviluppo urbano ormai impossibile in una città totalmente conservata e protetta dalle norme della soprintendenze, ritrova nelle sue eccezioni del tempo passato la forza del suo riscatto.
Pensare oggi di costruire a Castello, a lato del chiostro maggiore del convento di San Francesco della Vigna, in fronte alla facciata di Andrea Palladio due gasometri di circa 15 metri di altezza in fronte alla laguna, sembrerebbe pura follia. Eppure ci sono e rappresentano una parte nobilissima di quella architettura industriale che dalla metà dell’ottocento fino all’avvento dell’architettura contemporanea ha segnato con edifici di grandissimo valore architettonico gran parte delle grandi capitali europee da Parigi a Londra a Vienna e per finire a Berlino con le sue alte torri dell’acqua , i suoi tracciati ferroviari aerei e i suoi gasometri che sono diventati l’immagine di parti di città. E come non possiamo dimenticare tutte le espansioni delle città industriali attraverso i dipinti di De Cirico e della Milano di Sironi.
Pensiamo che questi grandi esempi dell’architettura industriale possano essere spunto di riflessione per il progetto dove l’integrazione tra l’architettura rinascimentale e l’architettura industriale ritrovi in se il paradigma della città di Venezia e della sua immagine progressiva.
Venezia è città che rappresenta se stessa e nella sua rappresentazione il nostro laboratorio ne rappresenterà le sue valenze più sconosciute ma che sono quelle che ne determinano la sua immagine nella storia.
Il lavoro nel laboratorio si articolerà con una serie di comunicazioni sulla rappresentazione della città e del suo significato attraverso analisi ed esplicazioni dei grandi esempi europei per arrivare a definire una serie di spazi, luoghi, materiali, scenografie, spettacoli, attività ludiche e sportive che faranno del comparto di San Francesco il luogo della rappresentazione.
Si costruiranno modelli, scenografie e tavole che restituiranno il significato che si vuole restituire all’area di progetto.
Visto il tempo limitato per poter produrre il materiale esplicativo dei singoli progetti si procederà attraverso una comune scelta dei diversi modi di rappresentazione, che la docenza fornirà, per poi ritrovare non tanto una unitarietà quanto una possibile comparazione delle diverse scelte che ogni gruppo di studenti intenderà proporre per il tema di progetto.

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