CAO

UMBERTO CAO
Si è laureato in Architettura nel 1969 a Roma. Dal 1984 al 1992 è stato ricercatore universitario in Composizione architettonica, dal 1992 al 1999 professore associato, dal 2000 professore ordinario in Composizione architettonica e urbana. Ha insegnato fino al 1994 a Catania, dal 1994 a oggi è docente presso la Scuola di Architettura e design dell’Università di Camerino, di cui è direttore dal 2009. Ha sviluppato ricerche e progetti sui temi dell’insediamento residenziale e del suo rapporto con le periferie, della composizione architettonica e urbana, dell’architettura delle infrastrutture (ricerche cofinanziate dal MIUR). È stato membro del comitato di direzione della rivista «Gomorra, territori e culture della metropoli contemporanea» e direttore della rivista di dipartimento «Spazioricerca». Ha diretto tra il 1998 e il 2003 un ciclo di seminari sulle trasformazioni della città contemporanea presso la Facoltà di Architettura di Ascoli (“Spazi vuoti”, “Spazi e maschere”, “Spazi estremi”, “Limiti”). Ha svolto un’intensa attività di progettazione realizzando importanti complessi residenziali nella periferia romana, un insediamento industriale Alenia a Napoli e una piazza/parco a Roma, risultato del concorso “Centopiazze”, vinto nel 1996; più recentemente per l’Università di Camerino il Polo informatico (premio “Monitor 2004” della “Casa dell’Architettura” di Roma) e il Dipartimento di Farmacologia. Ha partecipato a diversi concorsi di progettazione e numerosissime sono le pubblicazioni dei suoi progetti.

NUOVO CAMPUS PER LO IUAV
Porto Marghera, Area Sava (ex alluminificio)

UMBERTO CAO
Tutor: Giuseppe Foti, Maurizio Tempera

Considerazioni generali
L’attività di progettazione architettonica sotto forma di “workshop” è un po’ diversa da quella che caratterizza un laboratorio didattico. Normalmente il laboratorio di progettazione può contare su tempi relativamente lunghi con incontri settimanali e pause che favoriscono lo studio approfondito del tema, maggiori approfondimenti teorici e più specifici riferimenti; inoltre il laboratorio consente maggiori verifiche sul progetto sia in termini figurativi che strutturali e funzionali. Il workshop invece consente una maggiore concentrazione e continuità sull’attività di progettazione, favorisce il lavoro di gruppo e lo scambio di informazioni; non arriva a definire un progetto compiuto, ma produce una maggiore consapevolezza critica. Per questo, da un punto di vista didattico, il workshop di progettazione si adatta meglio a temi che offrono un ampio panorama di riferimenti e consentono di sperimentare invenzioni tipologiche ed architettoniche.

Il tema: Campus universitario IUAV nell’area SAVA a Marghera
Per quanto detto, il mio Seminario sceglie un tema, tra quelli proposti da WAVe 2012, che è ampiamente documentato in un ampio repertorio di esempi di architettura moderna e contemporanea: il campus universitario, o, se preferite, l’abitazione collettiva. Ma al tempo stesso Venezia, o, meglio, Marghera nelle vicinanze della Fusina, ci offre una occasione molto suggestiva: il recupero di un edificio industriale dismesso (ex alluminificio SAVA), rettilineo e incredibilmente lungo (circa 500 metri), a sezione pressoché costante. Possiamo così associare la progettazione delle residenze universitarie alla riconversione industriale, sviluppando un tema appartenente alla tradizione dell’architettura (la residenza collettiva), ma inserito in un quadro di problematiche molto attuali, come il riciclo dell’esistente, il risparmio di suolo, la volumetria a saldo zero, e, più in generale, la tanto conclamata sostenibilità ambientale.

Metodo e articolazione del lavoro
Gli studenti dovranno trasformare l’edifico ex SAVA, i volumi annessi e gli spazi aperti compresi nell’area, in un Campus universitario IUAV con residenze per studenti e docenti stranieri, rispettando lo scheletro originale dell’edificio e costruendo nel costruito. Naturalmente daremo delle indicazioni, non tanto quantitative (il numero di camere, alloggi e servizi deriveranno da una saggia organizzazione funzionale), quanto concettuali a livello di masterplan generale. Daremo subito inizio ad un lavoro collettivo che ci occuperà i primi 3-4 giorni ed avrà due obiettivi: il primo redigere un piano generale (scala probabile 1:1.000); il secondo costruire il plastico dell’edificio esistente in scala 1:100, che, viste le dimensioni reali, sarà lungo oltre 5 metri! Quindi divideremo gli iscritti in gruppi, facendoli lavorare separatamente sulle attrezzature collettive, sugli spazi aperti e, in gruppi più piccoli, su diversi “segmenti” dei 500 metri lineari dell’edifico. Man mano che la progettazione procederà, prenderanno forma i disegni e il “plastico scheletro” si completerà. Tutte le fasi del workshop saranno registrate e montate in un video al quale tutti sono invitati a collaborare.

Riferimenti
Naturalmente saranno suddivisi nei due ambiti che il tema ci propone: il “Campus residenziale universitario”, e il “Recupero di un edificio industriale dismesso”. Per quanto riguarda il primo, che rientra tipo logicamente nel campo della “residenza collettiva”, forniremo esempi tratti dall’architettura moderna del Novecento, ma anche progetti recenti e contemporanei, utili anche al fine di definire i requisiti funzionali. Per quanto riguarda il secondo ambito, quello del recupero della dismissione, porteremo anche la nostra esperienza personale di didattica e ricerca spesso volta al recupero delle fabbriche dismesse. Ma ci aspettiamo che anche i ragazzi, nei primi giorni di attività, ci portino esempi, magari attraverso il facile ed immediato strumento della comunicazione web.

Bibliografia
All’avvio del workshop sarà consegnata una bibliografia specifica del tema di progettazione.
Chi desidera conoscere il mio pensiero sull’architettura può consultare i seguenti testi:
– Umberto Cao, Elementi di progettazione architettonica, Laterza, Roma-Bari, 1995 (il libro è scaricabile in pdf al seguente indirizzo web: http://docenti.unicam.it/tmp/1427.pdf
– Umberto Cao, L’architettura prima della forma, Quodlibet, Macerata, 2009 (in libreria)

Chi invece è curioso di vedere i miei progetti può collegarsi al seguente link di Google+:
https://plus.google.com/s/umberto.cao#s/umberto.cao

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