CORRETTI

GILBERTO CORRETTI
Architetto e designer, è nato nel 1941 a Firenze dove vive ed ha uno studio specializzato in Industrial Design.
Nel 1966 è stato uno dei fondatori dello studio Archizoom Associati, gruppo d’avanguardia che ha vissuto la stagione dell’Architettura Radicale. L’archivio dei progetti e dello studio A.A. è stato acquisito dall’Archivio della Comunicazione dell’Università degli Studi di Parma mentre l’archivio delle immagini (foto e diapositive) è stato acquisito dal Centro Georges Pompidou di Parigi.
Dopo, spentisi i fuochi delle avanguardie, si è occupato d’industrial design, di ricerca e sviluppo del prodotto industriale, d’editoria e giochi per l’infanzia, di promozione culturale. Ha disegnato prodotti per AEP, Adica Pongo, B & B, Cassina, Cidue, Logitron, Knoll, Marcatrè, Model Racing, Planula, Poltronova, Sevi, Toyota.
Insegna Product Design all’ISIA di Firenze e Roma.
È coordinatore del laboratorio Care Toys-Spazi ludici e giochi per ospedali pediatrici,
www.caretoys.it

Ha scritto libri per ragazzi, saggi e articoli sull’architettura e il design.

Di e su di lui si ricordano:
G. Corretti, Professione: designer, Alinea Editrice, Firenze 1993
G. Corretti, Lezioni di design, note in margine, Alinea editrice, Firenze 2006
Aa.Vv., Il design Italiano 1964 -2000, Electa, Milano 2008


“SQUÈRO E CANTIÈR” BAUHOUSE FACTORY

GILBERTO CORRETTI
Tutor: Alessandra Rinaldi, Benedetta Crippa

Introduzione
Progettare nuovi scenari è un’esigenza fondamentale per un sistema industriale che non può limitarsi a gestire l’esistente ma deve ricostruire le ragioni della propria crescita; che è impegnato nell’affrontare il mutamento globale; che deve aggiornare quotidianamente il proprio patrimonio di idee se vuole restare sul mercato dove si commerciano prodotti materiali che si usano e prodotti immateriali che appartengono alla sfera comunicativa di idee, sentimenti e passioni.
Architettura e design sono discipline ibride, precari ponti sospesi che collegano la sponda estetica dell’arte e della storia con quella tecnologica, economica e sociale, della vita quotidiana di una comunità.
Un ruolo efficace e produttivo in una visione di crescita continua e di risorse inesauribili, ma insostenibile nell’era dell’incertezza e dei limiti dello sviluppo che ormai ci appartiene.
Sta finendo la “società industriale” del prodotto di serie e del mercato di massa e si annuncia la “civiltà industriale” che dovrà creare le condizioni favorevoli per rendere ospitale il pianeta per tutti gli esseri umani e non umani che lo abitano.
Il compito di un progettista non è solo quello di risolvere problemi ma anche di crearne di nuovi; il compito di un docente non è solo quello di insegnare il progetto ma di formare progettisti che siano in grado di affrontare problemi che ancora non possiamo immaginare.

Temi del workshop
I temi scelti sono i seguenti:
A-Venezia, Santa Marta, ex cotonificio veneziano: Nuovo Garden Bar
B-Venezia, Santa Marta, Area ex magazzino frigorifero: IUAV Club House
C-Venezia, soluzioni di pubblico decoro (Segnaletica, edicole dei giornali, verde, bidoni mini e maxi per la raccolta differenziata della città insulare.

Obiettivi formativi del workshop
Gli obiettivi principali del workshop sono:
autonomia critica, la ricerca e sviluppo delle risorse personali dello studente, l’inserimento nel mercato del lavoro, la ricerca e sperimentazione di relazioni e strategie di comportamento, atte ad affrontare i temi accennati nella premessa. Sono richiesti riflessione e sperimentazione comune, passione e impegno personale degli studenti.

Contenuti didattici e argomenti
il workshop sarà articolato in:
-lezioni di cultura del progetto, che hanno per tema l’analisi del contesto economico e antropologico nel quale si svolge il progetto di Architettura e Design;
-sviluppo del tema di progettazione assegnato o scelto;
-revisioni e verifiche periodiche dei progetti in corso;
-verifica e esposizione finale dei progetti realizzati nel corso.

Organizzazione del lavoro
Fare progetto richiede l’organizzazione del lavoro di più persone diverse per competenze professionali e vocazione personale. Un progettista deve avere competenze inerenti alla sua professione e saperle integrare in armonia con le competenze d’altri specialisti.
È consigliabile che gli studenti, per svolgere il tema scelto fra quelli proposti, si organizzino in gruppi, in ognuno dei quali queste condizioni siano rispettate al meglio.
L’organizzazione interna del gruppo e il numero dei membri è affidato all’iniziativa degli studenti.

Calendario di massima dei lavori
-Introduzione ai temi e discussione sugli stessi
-Formazione dei gruppi
-Analisi e rilievo (metrico, ambientale, antropologico) del tema scelto
-Esposizione e riflessione comune sui risultati delle analisi, al fine di configurare ipotesi e filosofie di progetto
-Progettazione e revisione dei lavori in corso
-Presentazione finale dei progetti e progetto dell’allestimento espositivo

Blog riservati agli studenti:
http://garden-haus.tumblr.com/
www.bau-house.blogspot.com

Bibliografia consigliata:
Charlotte Perriand, Io, Charlotte, tra Le Corbusier, Léger e Janneret, Laterza, Bari 1998
Maurizio Vitta, Il progetto della bellezza. Il design fra arte e tecnica, Einaudi, Milano 2001
Ettore Sottsass, Scritti, Neri Pozza Edit.,Vicenza 2002
Harvey Molotch, Fenomenologia del tostapane, Cortina
Gilberto Corretti, Lezioni di design, Alinea, Firenze 2006
Roberto Gargiani, Archizoom Associati, dall’0nda pop alla superficie neutra, Electa, Milano 2007
Zigmunt Bauman, Modus vivendi, inferno e utopia del mondo liquido, Laterza, Bari 2007
Richard Sennett, L’uomo artigiano, Feltrinelli, Milano 2008
John Thachara, In the bubble – Design per un futuro sostenibile, Allemandi Editore, Torino 2008
Alberto Gandolfi, Formicai, imperi,cervelli.Introduzione alla scienza della complessità, Bollati Boringhieri, Torino 2008
Antonio Calabrò, Orgoglio industriale – La scommessa italiana contro la crisi globale, Mondadori, Milano 2009
Federico Rampini, Le dieci cose che non saranno più le stesse. Tutte le cose che la crisi sta cambiando, Editoriale L’Espresso, Milano 2009
Ettore Sottsass, Scritto di notte, Adelphi, Milano 2010

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18 thoughts on “CORRETTI

  1. Gent.le Arch. Gilberto Corretti,
    mi dispiace non poter partecipare al Suo Ws perchè da poco laureato, comunque dal mio punto di vista ritengo molto FONDAMENTALE e STIMOLANTE per uno studente della facoltà d’architettura d’oggi gli OBIETTIVI che Lei propone:
    1) autonomia critica
    2) la ricerca e sviluppo delle risorse personali
    3) l’inserimento nel mercato del lavoro
    4) la ricerca e sperimentazione di relazioni e strategie di comportamento.
    Obiettivi presi in considerazione da pochi docenti della facoltà.
    Augurandomi che molti studenti partecipino al Suo Ws Le auguro buon lavoro nell’attesa dell’esposizione di fine WS.
    A+B

  2. Buongiorno, sono Molaro Malvina, avevo messo il suo Workshop come prima scelta.. Nonostante io sia stata assegnata a un’altro WS potrei partecipare al suo?
    Cordiali saluti.

  3. Gentilissimo arch. Gilberto Corretti,
    ero entusiasta all’idea di partecipare al suo ws poichè, solo dalla presentazione, mi sembrava il più interessante nonché istruttivo tra tutti. I temi sono fantastici e dovrebbero stare a cuore a chiunque passi parte della sua vita allo IUAV. Mi piace poi che si sia dedicato personalmente a scrivere libri per ragazzi. Sembrava essere proprio il workshop adatto a me…. purtroppo non vi sono stata assegnata via spin, spero in qualche modo di riuscire a fare uno scambio con qualcuno interessato ad altri approcci progettuali!

  4. buongiorno,
    mi chiamo Matteo Modenese, le scrivo perchè anch’io come i miei colleghi studenti presenti in questa pagina non sono stato assegnato al suo corso pur essendo molto interessato ad esso.
    Il mio problema è che posso presentarmi a lezione solamente dal giorno 29 giugno perchè di ritorno dall’Erasmus.
    C’è qualche possibilità di riuscire ad entrare nel suo workshop?

    La ringrazio

    • Caro Matteo,
      le richieste come la tua sono molte. Per il 29 non c’è problema. Il problema può sorgere se siete troppi. Che fare? Contiamoci all’inizio dei lavori e, se c’è buona
      volontà e spirito d’iniziativa da parte vostra non credo che sia impossibile trovare una soluzione.

      P.S La risposta vale anche per ulteriori richieste di partecipazione

  5. Salve, vorrei avere qualche chiarimento sugli elaborati richiesti, e su come sarà articolato il workshop.
    grazie

  6. Gentile professore, è possibile partecipare al suo WS anche se sono stato assegnato ad un altro da spin?
    cordiali saluti
    Alessandro Baldo matr. 269228

    • Questa risposta vale per tutte le precedenti e le seguenti che potranno arrivare: mi è stato comunicato che c’è un limite al numero dei partecipanti: 70 studenti.
      Però è possibile scambiarsi di posto con chi è stato assegnato ad altri workshop.
      Vediamoci all’inizio dei lavori, contiamoci e vediamo cosa si può fare.

  7. Gentile Prof. Gilberto Corretti,
    Le scrivo per chiederLe se è possibile trasferirmi nel suo corso da un altro ws, perché trovo il Suo molto interessante!
    Ilaria Pittana Matr. 269051

  8. Gentile prof. Gilberto Corretti
    Come gli altri, le scrivo per chiederle se è possibile trasferirmi nel suo corso da un altro ws.
    sperando che questo post possa essere un minimo utile,
    cordiali saluti

    Alessandro Cavallaro 271539

  9. Gentile Prof. Gilberto Corretti,
    Le scrivo per chiederle se è possibile trasferirsi nel suo corso da un altro ws
    Sperando ciò sia possibile,
    Cordiali saluti
    Gianluca Ardiani Matr. 269059

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